Reuters: ecco i 100 atenei più innovativi d’Europa

14 giugno, 2016 nessun commento


(Reuters) – A prima vista, le università più innovative d’Europa non sembrano avere molto in comune. Alcune sono scuole cattoliche, altre laiche, alcune sono statali e altre private. Una ha 920 anni. Un’altra è stata un’istituzione indipendente per meno di un decennio. Sono sparse in tutto il continente, alcune in grandi città, altre in zone rurali.
Unico punto in comune: quasi tutte enfatizzano la ricerca pratica e la scienza applicata, al contrario degli studiosi puri. Politecnici e college dominano la prima classifica Reuters delle 100 università più innovative d’Europa, un elenco che identifica gli atenei che stanno facendo il massimo per far progredire la scienza, inventare nuove tecnologie e contribuire a guidare l’economia globale.

Al primo posto un’università belga
L’università più innovativa d’Europa è la KU Leuven, una scuola di lingua olandese con sede nella regione delle Fiandre (Belgio). Fondata nel 1425 da Papa Martino V, è la più antica università cattolica del mondo, ma la sua istruzione non si limita alla teologia. La missione moderna della KU è la ricerca scientifica onnicomprensiva e avanzata. Aperta a studenti di tutte le fedi, opera autonomamente dalla Chiesa e dispone di una delle più grandi organizzazioni di ricerca indipendente e sviluppo del pianeta: nell’anno fiscale 2014, la spesa per la ricerca ha superato i 426 milioni di euro. La KU Leuven si è guadagnata il primo posto nella classifica, in parte, perché sforna un elevato numero di invenzioni influenti. I suoi ricercatori presentano più brevetti di qualsiasi altra università in Europa, e gli scienziati esterni spesso citano invenzioni della KU Leuven nelle proprie domande di brevetto. Questi sono anche i criteri chiave nella classifica Reuters delle università più innovative d’Europa, che è stata compilata in collaborazione con l’Intellectual Property & Science division di Thomson Reuters.

Alcune delle università top sulla lista sono state create quando le istituzioni più grandi hanno staccato i loro dipartimenti tecnici. L’Imperial College di Londra (al secondo posto) era precedentemente L’Imperial College of Science, Technology and Medicine, parte della University of London. L’Imperial diventò completamente indipendente nel luglio 2007, ed è ora un’università pubblica di ricerca con più di 16 mila studenti provenienti da oltre 125 Paesi. E fa addirittura meglio dell’ateneo-madre: l’università di Londra occupa infatti la 30° posizione.
Allo stesso modo, l’Ecole Polytechnique Fédérale di Losanna in Svizzera ha preso la sua forma attuale nel 1968, dopo essere fuoriuscita dall’università di Losanna. Oggi l’EPFL è un istituto federale ed è obbligato a concedere l’ammissione a ogni laureato svizzero.

L’Italia c’è
Sono cinque gli atenei italiani che compaiono nella lista: il Politecnico di Milano, 42°, seguito dall’università degli Studi del capoluogo lombardo, 52°, dalla Sapienza di Roma al 72° posto e da quella di Bologna al 79°. Chiude la classifica del Belpaese l’ateneo di Padova, alla 98° posizione.
Alcune istituzioni top state appositamente create per fungere da centri di innovazione. La Technical University of Munich (Germania), classificata come quinta, è stata fondata nel 1868 da re Ludovico II di Baviera con il compito di guidare la transizione del regno da una condizione agricola a uno stato industriale. Oggi la scuola ha 37 mila studenti iscritti nelle sue tre sedi di Monaco, Freising-Weihenstephan e Garching. Sono tredici i professori ed ex allievi della TUM ad aver vinto un premio Nobel dal 1927, inclusi Rudolf Mössbauer (fisica, 1961) ed Ernst Otto Fischer (chimica, 1973).

Egemonia tedesca
Le università tedesche – tecniche e non – rappresentano 24 delle 100 università più innovative in Europa, più di qualsiasi altro Paese. Il Regno Unito occupa il secondo posto con 17 istituzioni sulla lista, tra cui i due più antichi atenei di lingua inglese del mondo: l’università di Cambridge, terza, e quella di Oxford, ottava. Molti dei più grandi studiosi della storia hanno frequentato o insegnato a “Oxbridge”, tra cui Isaac Newton, Charles Darwin e Alan Turing (Cambridge); Roger Bacon, Robert Hooke e Edmund Halley (Oxford).
L’Irlanda ha solo tre scuole in classifica, ma con una popolazione inferiore a 5 milioni di persone può vantare il maggior numero di università innovative pro capite rispetto a qualsiasi altro Paese europeo. Il Trinity College di Dublino, 48°, è l’ateneo più alto in classifica in Irlanda. Fondato nel 1592 dalla regina Elisabetta I sul modello di Oxford e Cambridge, oggi il Trinity si distingue per avere nel suo portfolio una percentuale di brevetti citati più alta di qualsiasi altra università tra le top 100 – un’ulteriore prova del gigantesco impatto dell’Irlanda in ambito di ricerca e sviluppo globale.

Grandi assenti: Russia, Turchia, Svezia e Finlandia
Su base regionale, l’Europa occidentale domina la lista, con 60 università nella top 100. Il Nord Europa arriva subito dopo, con 24; Il Sud Europa ne ha 15. L’Europa orientale ha solo un ateneo nella lista, la Jagiellonian University (Polonia), 92° in classifica. E solo cinque università sulla lista si trovano in Paesi che non sono membri dell’Unione europea – quattro in Svizzera e una in Norvegia (Università di Oslo, 41°). Le assenze di rilievo nella top 100 includono le università di Russia e Turchia, due dei Paesi più popolosi d’Europa; o qualsiasi ateneo nelle piccole ma ricche Svezia e Finlandia.
Per compilare la sua classifica delle università più innovative d’Europa, la divisione IP & Science di Thomson Reuters ha iniziato identificando più di 600 organizzazioni globali – inclusi gli istituti scolastici, le charity no profit e i laboratori finanziati dal governo – che pubblicano la ricerca di maggior rilievo accademico. Poi hanno valutato ciascun candidato su 10 parametri diversi, concentrandosi sulla produzione accademica (i paper che indicano la ricerca di base) e le richieste di brevetto (che puntano sulla capacità di un istituto di applicare la ricerca e commercializzare le sue scoperte). Infine, hanno affinato la lista in modo da comprendere solo le università europee, e quindi le hanno classificate in base alle loro prestazioni.
Dal momento che le classifiche misurano l’innovazione a livello istituzionale, possono essere sfuggiti dipartimenti o programmi particolarmente innovativi; un’università potrebbe avere un ranking basso per l’innovazione in generale, ma potrebbe avere uno dei laboratori di biotecnologia più innovativi del mondo, per esempio. Tuttavia, tutte le università classificate nella lista delle 100 top in Europa sono tra le migliori del mondo. Questi atenei producono una ricerca originale, creano una tecnologia utile e stimolano l’economia globale.

(Versione italiana per Daily Health Industry)

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Tag:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

*