Brexit: Theresa May media per restare nell’Ema

6 marzo, 2018 nessun commento


Il primo ministro britannico Theresa May ha intenzione di “esplorare i termini entro i quali la Gran Bretagna può restare nell’EMA”. A dichiaralo è stata la stessa May che vorrebbe così assecondare i desideri delle aziende pharma e biotech. Per la prima volta dopo 20 mesi, dunque, il Governo britannico delinea una strategia per trovare una soluzione sull’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA). “Restare all’interno dell’EMA – ha detto il primo ministro britannico– potrebbe voler dire che le aziende che producono farmaci innovativi continueranno ad investire nel Regno Unito. E che questi farmaci saranno più rapidamente disponibili per i pazienti” britannici. Ma il vantaggio sarebbe anche per l’Unione Europea, dal momento che il Regno Unito “rivede più autorizzazioni di medicinali rispetto a qualsiasi altro paese europeo”, sottolinea May. Molti esperti del settore concordano con il fatto che restare in EMA avrebbe dei vantaggi. Il dubbio è se, però, la richiesta incontrerà il sostegno dell’UE. Sicuramente, per restare e rispettare le regole dell’EMA, il Regno Unito dovrà fornire “un adeguato contributo finanziario”. Ma il Primo Ministro ha anche dichiarato che la Gran Bretagna “potrebbe decidere di non accettare queste regole”. Un atteggiamento, quest’ultimo, che la May è in qualche modo costretta a tenere per placare la parte pro-Brexit del suo partito, dei media e del Paese. Dal canto suo, il responsabile dei negoziati per l’Unione Europea, Michel Barnier, ha dichiarato che “in assenza di una normativa specifica UE, in assenza di una vigilanza comune e di un tribunale comune, non può esserci alcun riconoscimento reciproco delle norme”. Il primo ministro inglese potrebbe puntare sulla “affiliazione associativa”, come accade già per altre agenzie europee, come quella per la sicurezza aerea, che ha membri associati. Inoltre, paesi che sono fuori dall’UE, ma che rientrano nell’European Economic Area, come la Norvegia, fanno parte dell’EMA. La Svizzera, invece, che non è né nell’EMA né nell’EEA, collabora con l’agenzia attraverso accordi bilaterali, Ma la portata di questa collaborazione è inferiore a quella prevista dalla May.

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