Pubblicati in Gazzetta Ufficiale i decreti del Ministero dell’Università e della Ricerca di riforma delle classi di laurea delle professioni sanitarie, introducendo nuovi percorsi formativi avanzati destinati a rafforzare le competenze cliniche degli infermieri e ad ampliare il loro ruolo nell’assistenza territoriale e ospedaliera.
I provvedimenti rappresentano uno dei tasselli più rilevanti del processo di riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale, in un contesto segnato dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle patologie croniche e dalla crescente carenza di personale sanitario.
Il cuore della riforma è l’istituzione di tre nuove lauree magistrali a indirizzo clinico, rivolte agli infermieri e destinate a partire, secondo la programmazione ministeriale, dal 2027.
- Il primo indirizzo riguarda le cure primarie e l’infermieristica di famiglia e comunità. Qui l’infermiere specialista sarà chiamato a governare processi assistenziali rivolti a persone, famiglie e comunità, con un ruolo centrale nella presa in carico di pazienti cronici, fragili o con bisogni complessi. La riforma richiama espressamente la gestione proattiva, la prevenzione, l’educazione sanitaria, l’assistenza domiciliare e il raccordo con la rete territoriale.
- Il secondo indirizzo è dedicato alle cure neonatali e pediatriche, con competenze avanzate nella gestione dei bisogni assistenziali del neonato, del bambino, dell’adolescente e della famiglia.
- Il terzo riguarda le cure intensive e l’emergenza, ambito nel quale l’infermiere specialista potrà intervenire nei contesti ad alta complessità, dall’emergenza-urgenza alla terapia intensiva, fino alla gestione di tecnologie e dispositivi a supporto delle funzioni vitali.
Si tratta di figure ad alta specializzazione clinica, pensate per operare con maggiore autonomia professionale all’interno dei percorsi assistenziali, in coerenza con gli obiettivi del Pnrr e con il rafforzamento della medicina di prossimità.
Il punto più rilevante, e anche più discusso, è la possibilità di prescrivere trattamenti assistenziali. Nell’allegato ministeriale, questa competenza viene indicata per tutti e tre gli indirizzi specialistici: nelle cure primarie e nell’infermieristica di famiglia e comunità, nelle cure neonatali e pediatriche e nelle cure intensive. Il riferimento non è alla diagnosi medica né alla prescrizione farmacologica in senso generale, ma a presidi, ausili, tecnologie specifiche o altri strumenti necessari a garantire continuità e sicurezza dell’assistenza.
Tra gli esempi citati figurano materiali per medicazioni avanzate, dispositivi per stomie, ausili per l’incontinenza e altri presidi funzionali al piano assistenziale definito dall’infermiere. L’obiettivo è semplificare i percorsi di cura, ridurre i passaggi burocratici e rendere coerente la responsabilità clinico-assistenziale con la possibilità di attivare direttamente gli strumenti necessari alla presa in carico del paziente.
La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale segna dunque il passaggio dalla fase progettuale a quella attuativa della riforma, aprendo una nuova stagione per la professione infermieristica italiana e per l’organizzazione dell’assistenza sanitaria soprattutto sul territorio.