Egualia avverte: la revisione AIFA sui farmaci off-patent rischia effetti sul sistema

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Egualia lancia l’allarme: intervenire sui farmaci fuori brevetto nell’ambito della revisione del prontuario da parte di AIFA rischia di produrre effetti distorsivi senza contribuire alla sostenibilità del sistema, in uno scenario che vede crescere la spesa farmaceutica e ridursi la copertura pubblica.

Un allarme che prende le mosse dalle evidenze del Pharma Data Factory (PDF) per l’Osservatorio Egualia, che da quest’anno affiancherà con analisi periodiche il tradizionale Rapporto Annuale, previsto per il prossimo 29 settembre.

L’analisi condotta da Pharma Data Factory evidenzia una divaricazione netta: i farmaci in-patent hanno registrato nel 2025 una crescita sostenuta rispetto all’anno precedente, trainata in larga misura dalla componente di acquisto privato. I farmaci off-patent, invece, sono cresciuti solo dello 0,4%.

Secondo Egualia, il comparto fuori brevetto continua comunque a garantire volumi elevati e terapie consolidate, e classi storiche di prodotto come statine e inibitori di pompa protonica (PPI) risultano addirittura in contrazione nella spesa rimborsata SSN.

Proprio queste ultime sarebbero al centro del primo intervento di revisione del prontuario da parte di AIFA, con un procedimento amministrativo avviato sugli inibitori di pompa protonica (PPI), la cui spesa pubblica – sulla base dei dati PDF – risulta in diminuzione del 7,7%, mentre quella privata cresce dell’8%.

“Non si tratta di un problema di livello della spesa, bensì della sua composizione: i dati presentati da Pharma Data Factory confermano come quella per farmaci non coperti da brevetto sia in costante diminuzione – dichiara Riccardo Zagaria, Presidente di Egualia – In tale contesto, un’eventuale revisione del prontuario che incida ulteriormente su questa categoria di medicinali rischierebbe di produrre effetti non coerenti con gli obiettivi di sostenibilità complessiva del sistema. Nell’attuale scenario geopolitico, caratterizzato da un pressante e irreversibile incremento dei costi di produzione, le aziende non dispongono di margini per adeguare i prezzi senza compromettere la continuità delle forniture; ne conseguirebbe, pertanto, un trasferimento dell’onere della revisione del prontuario interamente sui pazienti”

“Non è in discussione il principio della periodica verifica da parte del sistema pubblico della appropriatezza, efficacia e sostenibilità delle proprie scelte – prosegue Zagaria – vanno però valutati con attenzione l’area dell’intervento e gli effetti che ne deriveranno e va difesa la funzione stabilizzante che l’off-patent continua a svolgere. Va soprattutto contrastato l’aumento della spesa privata, perché l’incremento dell’acquisto out-of-pocket è il segnale che il SSN sta arretrando su una parte della farmaceutica territoriale, scaricando i risparmi realizzati sulle tasche dei pazienti”.

 

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