Roche ha siglato un accordo di licenza volontaria con il Medicines Patent Pool (MPP) per consentire la produzione di versioni generiche di Xofluza (baloxavir marboxil), antivirale indicato per il trattamento dell’influenza, in 129 Paesi a basso e medio reddito. L’intesa punta a rafforzare l’accesso ai trattamenti antinfluenzali e, più in generale, la capacità di risposta a future emergenze sanitarie.
Il Medicines Patent Pool è un’organizzazione sostenuta dalle Nazioni Unite che negozia licenze volontarie con le aziende farmaceutiche per favorire la produzione di versioni generiche di farmaci brevettati nei Paesi a basso e medio reddito. In questi accordi, il titolare del brevetto mantiene la proprietà del farmaco, ma autorizza produttori selezionati a sviluppare e distribuire versioni generiche entro confini geografici e regolatori definiti.
Secondo quanto comunicato dal MPP, l’accordo permetterà di ampliare i canali produttivi di Xofluza, con l’obiettivo di sostenere sia la gestione dell’influenza stagionale sia la preparazione a eventuali crisi sanitarie globali. Disporre di più siti e operatori produttivi può infatti diventare decisivo nei momenti di forte aumento della domanda.
Nel concreto, il Medicines Patent Pool selezionerà produttori di farmaci generici autorizzati a sviluppare e distribuire baloxavir marboxil nei Paesi inclusi nella licenza. Roche metterà a disposizione il dossier regolatorio, il prodotto di riferimento per gli studi di bioequivalenza e le autorizzazioni necessarie. Lo sviluppo industriale e la produzione resteranno invece sotto la responsabilità dei sublicenziatari.
Per il MPP, l’intesa non riguarda soltanto l’accesso ai trattamenti contro l’influenza, ma anche la costruzione di una capacità produttiva attivabile prima che si presenti una nuova emergenza. Il tema della preparedness pandemica è tornato al centro del dibattito internazionale anche alla luce dei recenti focolai di hantavirus ed Ebola, che hanno riacceso l’attenzione sulla disponibilità tempestiva di strumenti terapeutici.
Dal lato industriale, il CEO di Roche, Thomas Schinecker, ha definito la licenza un passo importante per rafforzare la resilienza sanitaria globale, in particolare nei Paesi a basso e medio reddito.
L’accordo arriva in un contesto commerciale condizionato dall’andamento stagionale dell’influenza. La variabilità dei casi ha inciso sulle vendite di Xofluza, con oscillazioni rilevanti nei risultati trimestrali più recenti. La stessa Roche ha indicato una stagione influenzale più debole e la contrazione della domanda in Cina tra i principali fattori del calo.
Non si tratta della prima collaborazione tra Roche e il Medicines Patent Pool. In passato il gruppo aveva già condiviso proprietà intellettuale su altri farmaci per favorirne l’accesso nei Paesi in via di sviluppo, confermando un modello di partenariato pubblico-privato ormai consolidato nel campo degli antivirali.
L’accordo su Xofluza si inserisce quindi in una traiettoria più ampia: quella di un’industria farmaceutica chiamata a bilanciare tutela dell’innovazione, accesso globale ai farmaci e preparazione alle emergenze sanitarie.