Gilead alza l’asticella su lenacapivir e rivede al rialzo le previsioni di vendita per il primo anno sul mercato, portandole a 1 miliardo di dollari. Una stima che segue una partenza definita dall’azienda “senza precedenti” per l’iniettabile a lunga durata destinato alla PrEP (pre-exposure prophylaxis) contro l’HIV.
Nel Q1, lenacapivir, somministrato due volte l’anno, ha generato 166 milioni di dollari di ricavi, superando le attese. Per il 2026 — primo anno completo di commercializzazione — Gilead si aspetta un traguardo a nove zeri, con prospettive di crescita costante nei prossimi anni grazie all’ampliamento dell’accesso alle opzioni di prevenzione dell’HIV.
La crescita della PrEP sostiene anche l’intero portafoglio HIV di Gilead, che nel primo trimestre 2026 ha raggiunto 5 miliardi di dollari di ricavi, in aumento del 10% su base annua. Biktarvy (bictegravir/emtricitabina/tenofovir alafenamide) ha generato 3,4 miliardi di dollari, mentre Descovy (emtricitabina/tenofovir alafenamide) ha registrato una crescita del 38%, attestandosi a 807 milioni.
Sul fronte dello sviluppo, Gilead guarda già alle possibili combinazioni basate su lenacapivir. Per la prima, un’associazione in singola compressa con bictegravir destinata ai pazienti con HIV con carica virale soppressa, è attesa una decisione della FDA ad agosto.
Per quanto riguarda l’intero business HIV, l’azienda prevede per il 2026 una crescita dell’8% e ricavi compresi tra i 30 e i 30,4 miliardi di dollari. Destinate a rafforzarsi anche le aree epatologiche e oncologiche, con Livdelzi (seladelpar) in forte crescita nella colangite biliare primitiva.
In uno scenario in cui prevenzione, long-acting e semplificazione dei regimi terapeutici stanno ridisegnando il mercato HIV, lenacapivir si conferma per Gilead non solo un nuovo prodotto, ma un tassello centrale della strategia di lungo periodo.