Bayer, nuove indicazioni per tamponare il patent cliff USA, ma il futuro passa dalla pipeline

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Negli Stati Uniti Bayer è riuscita a contenere l’impatto del patent cliff grazie a una strategia mirata di estensione delle indicazioni terapeutiche per alcuni dei suoi asset chiave. Una soluzione efficace nel breve periodo, ma non replicabile in futuro. È quanto ha affermato Stefan Oelrich, responsabile della divisione Pharmaceuticals del gruppo tedesco, intervenendo alla J.P. Morgan Healthcare Conference 2026 di San Francisco.

L’azienda ha perso nel 2025 l’esclusiva USA su Xarelto (rivaroxaban), con mancati ricavi stimati tra 1 e 1,5 miliardi di euro. Un secondo impatto è atteso nel 2027, con la scadenza del brevetto di Eylea (aflibercept). Per compensare il vuoto lasciato da questi blockbuster, Bayer ha puntato sul rafforzamento del portafoglio esistente, ottenendo nuove indicazioni per Nubeqa (darolutamide) e Kerendia (finerenone).

Nel giugno 2025, Nubeqa ha ottenuto l’approvazione della FDA per il carcinoma prostatico avanzato, mentre a luglio Kerendia ha ampliato le proprie indicazioni includendo lo scompenso cardiaco con frazione di eiezione ventricolare sinistra pari o superiore al 40%.

Per Stefan Oelrich, l’esperienza statunitense ha evidenziato la necessità di rafforzare la pipeline nelle fasi iniziali di sviluppo, attraverso nuove operazioni di business development su asset early-stage e preclinici. Un percorso che passa anche dal riequilibrio finanziario del gruppo.

“Man mano che migliorerà la nostra salute finanziaria – ha detto il responsabile della divisione Pharmaceuticals  di Bayer– avremo maggiore spazio per nuove operazioni e per costruire la crescita di lungo periodo”.

Guardando al 2026, una volta assorbito l’impatto del calo delle vendite di Xarelto, Bayer prevede una stabilizzazione dei ricavi e una crescita a una cifra media annua tra il 2027 e il 2030, trainata da un gruppo selezionato di asset.

Tra questi figurano Beyonttra (acoramidis) per l’amiloidosi da transtiretina con cardiomiopatia (ATTR-CM) – i cui diritti per UE e Regno Unito sono stati acquisiti da BridgeBio per 130 milioni di dollari – e Lynkuet (elinzanetant) per la gestione dei sintomi della menopausa, entrato in pipeline con l’acquisizione della biotech britannica KaNDY. I lanci europei di entrambi i farmaci sono previsti per il 2026.

A  Beyonttra e Lynkuet  si aggiunge asundexian, anticoagulante orale per il quale Bayer punta all’approvazione nell’ictus secondario entro la fine dell’anno.

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