Tandem Diabetes Care: funziona il pancreas artificiale

Tandem Diabetes Care: funziona il pancreas artificiale
Condividi:
Share

(Reuters Health) – Grazie al pancreas artificiale sperimentale Control-IQ, alcuni pazienti con diabete di tipo 1 hanno mantenuto i livelli di glucosio nel sangue più a lungo nella norma, in particolare 2,6 ore in più, rispetto alle controparti che hanno usato il microinfusore per insulina con sensore.

È il risultato della sperimentazione iDCL, coordinata da Boris Kovatchev, della University of Virginia Center for Diabetes Technology, e pubblicata dal New England Journal of Medicine, che ha mostrato che i volontari che usavano il dispositivo messo a punto da Tandem Diabetes Care avevano intervalli normali di glucosio per il 71% del tempo, contro il 59% dei controlli, per un periodo di sei mesi.

Il sistema è a circuito chiuso e monitora continuamente i livelli di glucosio, inviando i dati a una pompa per insulina che usa uno speciale algoritmo per calcolare la quantità di ormone da erogare ogni cinque minuti. Un algoritmo che funziona bene, in particolare nelle prime ore del mattino. Dopo mezzanotte, infatti “intensifichiamo il controllo, sfruttando il costante stato di calma della persona”, sottolinea Kovatchev.

Anche gli endpoint secondari del trial sono stati favorevoli al pancreas artificiale. Per esempio, la percentuale di pazienti che aveva un livello di glucosio superiore a 180 mg/dL era del 27% con il pancreas artificiale rispetto al 38% del gruppo di controllo; il valore era inoltre inferiore a 70 mg/dL di 1,58% delle volte con il sistema a circuito chiuso rispetto al 2,25% tra i pazienti di controllo. Il livello medio di glucosio, infine, era di 156 mg/dL con il circuito chiuso contro 170 per i controlli. Infine, i livelli di emoglobina glicata hanno mostrato una differenza sempre statisticamente significativa di 0,33 punti percentuali.

Per quel che riguarda gli effetti collaterali, secondo i ricercatori “non si sono verificati casi di ipoglicemia grave in entrambi i gruppi”. Tandem sta ora cercando di avere l’ok della FDA all’algoritmo migliorato, che può essere automaticamente scaricato sui device già in uso.

Fonte: New England Journal of Medicine

(Versione italiana per Daily Health Industry)

Taggato con:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*