Sostituzione terapeutica: un percorso difficile

17 maggio, 2016 nessun commento


(Reuters Health) –  Ammontano a 73 i miliardi spesi tra il 2010 e il 2012 negli USA per l’acquisto di farmaci brand per cui il mercato offrirebbe anche soluzioni a prezzi minori. A dirlo uno studio pubblicato su JAMA che aggiunge che la gran parte di questa spesa è stata sostenuta direttamente dai pazienti.

Per risparmiare sulla spesa farmaceutica si possono seguire due canali principali: la prima possibilità è prescrivere se disponibile la forma generica del farmaco, la seconda opzione è invece la sostituzione terapeutica. Questa alternativa, che non è ancora ampiamente accettata, prevede di somministrare al paziente un farmaco della stessa classe di quello che gli è stato prescritto, ma non necessariamente lo stesso farmaco.

Per vedere quanto si potrebbe risparmiare con la sostituzione terapeutica, Michael Johansen, Ohio State University e Caroline Richardson Michigan University, hanno analizzato i dati su 107.132 utenti per il periodo 2010-2012.

Il 62% dei partecipanti dello studio ha acquistato farmaci da prescrizione e di questi sarebbe stato possibile gestirne circa un terzo con l’approccio della sostituzione terapeutica. Dei 760 miliardi di dollari spesi quindi, secondo i ricercatori circa 73 miliardi sono stati spesi per farmaci brand per cui si sarebbe potuto pensare ad una alternativa più economica. Se infatti si fosse pensato alla sostituzione terapeutica si sarebbero potuti risparmiare quasi 25 miliardi di dollari dei circa 170 pagati direttamente dai cittadini.

La chiave per muoversi verso la sostituzione terapeutica è quella di coordinarsi con i medici, per inquadrare quali pazienti possono beneficiare di questo approccio. “Per ottenere i benefici di sostituzione all’interno della classe – ha scritto Joseph Ross, Yale University di New Haven in un editoriale sempre sulla rivista JAMA – abbiamo bisogno di una più ampia adozione di protocolli sistematici in linea con il giudizio del medico, per capire quanto tali sostituzioni sono utili e quando non”.

Secondo Johansen saranno necessari numerosi interventi a diversi livelli per superare la riluttanza ad attuare la sostituzione terapeutica, ma gli sforzi della politica saranno probabilmente utili. “Essenzialmente la reazione che si ottiene spingendo questa opzione è molto simile a quella che si aveva all’inizio delle vendite dei generici” – ha detto- ” ma ora l’accettazione per questi farmaci è migliorata”.

Fonte: Reuters Health 

(Versione italiana per Daily Health Industry)

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