Coronavirus, ecco le pharma al lavoro

Coronavirus, ecco le pharma al lavoro
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(Reuters Health) – L’immediata pubblicazione  della sequenza genica del nuovo coronavirus ha permesso a diversi gruppi di ricerca e aziende di iniziare lo sviluppo di vaccini senza avere bisogno di campioni di virus vivi. Le ricerche si stanno attuando con piattaforme ‘plug-and-play’ che usano materiale genetico, RNA o DNA.

Il National Institutes of Health ha iniziato a lavorare usando una piattaforma sviluppata dall’azienda biotech Maderna all’Università del Queensland, in Australia, mentre Inovio Pharmaceuticals sta usando una piattaforma diversa. Il lavoro è supportato dalla Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI). Anche Novavax, che a suo tempo aveva creato un vaccino candidato per Ebola in 90 giorni, ha annunciato di essere al lavoro.

Allo sforzo contribuiscono pure le grandi aziende, tra cui Sanofi e Johnson & Johnson, che stanno lavorando con il sostegno del BARDA americano, la Biomedical Advanced and Development Authority.

Mentre in Cina si tentano diverse strade, inclusi i più recenti approcci contro DNA e RNA e un vaccino proteico ricombinante in cui gli scienziati replicano le proteine della superficie del virus.

Sul fronte dei trattamenti, invece, i ricercatori hanno ripreso una serie di farmaci esistenti nella speranza che uno di questi funzioni contro il nuovo virus. Galidesivir, di BioCryst Pharmaceuticals, agisce interferendo con le capacità del virus di replicarsi. L’antivirale ha mostrato promettenti risultati su una serie di virus, compreso in nuovo coronavirus, e si è dimostrato sicuro su volontari sani. La sperimentazione è sostenuta dal BARDA.

Regeneron, in collaborazione con il Dipartimento della Salute americano, sta invece sviluppando REGN3048-3051, una combo di due anticorpi. L’azienda americana sperimenterà il farmaco sull’uomo con il National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID).

Remdesivir di Gilead, invece, è un antivirale che ha fallito contro Ebola, ma si è mostrato promettente contro il coronavirus, tanto che l’azienda biotech ha intrapreso una collaborazione con ricercatori cinesi per avviare due studi clinici coordinati dal China-Japan Friendship Hospital di Pechino. Gli studi dovrebbero essere completati ad aprile.

In Cina si stanno testando anche il farmaco Kaletra contro l’HIV di AbbVie, progettato per impedire al virus di replicarsi nelle persone. Mentre favipiravir, della giapponese Toyama Chemical, sviluppato contro i virus a RNA come il COVID-19, si è mostrato efficace in uno studio preliminare su 70 pazienti. E anche l’antimalarico clorochina darebbe qualche beneficio ai pazienti con polmonite.

In ultimo, si sta testando il plasma dei pazienti sopravvissuti, con 11 pazienti con polmonite grave che hanno mostrato un miglioramento significativo con il trattamento, senza effetti collaterali gravi, come sottolineato da funzionari cinesi.

Fonte: Reuters Health News
(Versione italiana per Daily Health Industry)

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