India: stretta sui prezzi dei MD. Big Pharma: a rischio gli investimenti

2 maggio, 2017 nessun commento


(Reuters Health) – “Qualsiasi ulteriore stretta sui prezzi dei dispositivi medici potrebbe mettere a rischio gli investimenti futuri e frenare l’ingresso di nuovi prodotti sul mercato”. È la presa di posizione contro il governo indiano di alcune aziende produttrici di dispositivi medici, tra cui Abbott Laboratories, Boston Scientific e Johnson & Johnson, stando a quanto trapela da alcuni rumors. La posizione delle big pharma arriva dopo che il Primo Ministro indiano, Narendra Modi, ha fissato, a febbraio scorso, un prezzo massimo per gli stent, riducendo i prezzi al paziente di alcuni di questi dispositivi di circa il 75 per cento. In India, il settore ‘med-tech’ vale 5 miliardi di dollari. Secondo un report di Deloitte e della Healthcare Federation of India, il mercato dei dispositivi medici dovrebbe crescere con un +15% annuo fino al 2020, raggiungendo 8,6 miliardi di dollari.

Ma gli esperti avvertono che, alla luce di quanto accaduto recentemente, le aziende potrebbero riesaminare le loro strategie in India.Già a seguito delle decisioni di Modi, per esempio, Abbott e Medtronic hanno richiesto il ritiro di alcuni stent dal mercato indiano. Richiesta tuttavia respinta dal governo di Nuova Delhi. Negli ultimi anni, Modi si è schierato contro le multinazionali farmaceutiche mettendo limiti al prezzo di farmaci utilizzati nel trattamento di malattie critiche, come antitumorali, medicinali contro HIV e AIDS e antidiabetici.

Mentre in un evento pubblico questo mese, il Primo Ministro ha esplicitamente dichiarato che gli interessi del paziente sono più importanti delle aziende “infelici”.Le imprese, intanto, temono che la stretta sui prezzi possa riguardare anche altri dispositivi, come impianti o valvole, rendendo economicamente svantaggiosa la vendita dei prodotti di nuova generazione. Così i dirigenti delle più importanti aziende farmaceutiche che vendono stent in India hanno intenzione di avviare un tavolo di confronto con il ministero della salute indiano per far capire che quella del ‘controllo dei prezzi’ non è la strada da seguire. Il presidente della National Pharmaceutical Pricing Authority indiana, Bhupendra Singh, cerca intanto di calmare gli animi, dichiarando che “non esiste finora alcuna proposta per limitare i prezzi”, nonostante siano state raccolte informazioni sul costo di 23 dispositivi.

Fonte: Reuters Health News

(Versione italiana per Daily Health Industry)

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