Genentech: Xolair riduce gravità AD nei bambini

27 Novembre, 2019 nessun commento


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(Reuters Health) – Secondo un nuovo studio randomizzato controllato, omalizumab – terapia prodotta da Genentech e commercializzata con il brand Xolair – riduce la gravità della dermatite atopica nei bambini, anche se ancora non è chiaro se il miglioramento sia clinicamente significativo.

È quanto emerge da uno studio randomizzato controllato pubblicato da JAMA Pediatric.

“Per quanto ne sappiamo, questo è il più grande studio che utilizza la terapia anti-IgE nella dermatite atopica e il primo a ottenere un risultato clinico positivo. Ciò può essere dovuto al fatto che si rivolge principalmente a una popolazione più giovane, con patologie in forma più acuta”, osserva Susan Chan, della Guy’s and St Thomas’ NHF Foundation Trusts di Londra, principale autrice dello studio. “Rispetto agli studi precedenti, in questo è stato possibile utilizzare una dose più elevata di anti-IgE per neutralizzare in maniera più efficace le IgE circolanti e questo fatto potrebbe spiegare la migliore efficacia”

Omalizumab è stato approvato nel 2003 dalla FDA per il trattamento dell’asma allergico in adulti e bambini e nel 2014 per il trattamento dell’orticaria idiopatica cronica. Il farmaco lega le IgE umane, limitando la degranulazione dei mastociti e il rilascio di mediatori infiammatori.

Nello studio Atopic Dermatitis Anti-IgE Pediatric Trial (ADAPT), gli autori hanno somministrato, in modo casuale, omalizumab o placebo a 62 pazienti con grave eczema refrattario per via sottocutanea una volta a settimana per 24 settimane.

Il dosaggio variava da 30 a 1.500 UI / mL, in base ai livelli di IgE e al peso corporeo. L’indice di dermatite atopica con punteggio medio (SCORAD) era di 54,9 a livello basale e il livello mediano di IgE totale era di 8.373 UI / mL.

L’indice SCORAD è migliorato di oltre 6,9 punti nel gruppo omalizumab rispetto al gruppo placebo (P = 0,01), con la differenza minima clinicamente importante di 8,5 contenuta nell’intervallo di confidenza al 95% da 1,5 a 12,2. I partecipanti allo studio hanno ottenuto anche importanti miglioramenti nei punteggi relativi alla qualità di vita.

I pazienti trattati con omalizumab hanno utilizzato meno steroidi topici rispetto ai malati trattati con placebo, con una media del 16% della superficie corporea coperta rispetto al 31% del gruppo placebo. I giorni di utilizzo sono stati rispettivamente 109 e 161.

“Un ulteriore lavoro fatto utilizzando un campione più ampio per una durata più lunga del trattamento e con versioni di affinità più elevate di anti-IgE, chiarirebbe il ruolo preciso dell’anti-IgE e consentirebbe di identificare la popolazione target ideale”, precisa Chan

Fonte:JAMA Pediatr 2019

(Versione italiana per Daily Health Industry)

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