Elezioni Confindustria, Mattioli: farmaceutico asset sistema industriale italiano

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La farmaceutica è un settore ormai stabilmente anticiclico rispetto all’economia italiana, l’unico che sostanzialmente continua a crescere sia in termini di valore della produzione sia in termini di esportazione.

“E la presenza manifatturiera e di ricerca del settore rappresenta una grande opportunità per attrarre nel nostro Paese parte dei Mille miliardi di dollari che saranno investiti nei prossimi 5 anni dalle imprese farmaceutiche a livello globale”. Ne è convinta Licia Mattioli, attuale Vicepresidente per l’internazionalizzazione, in corsa per la Presidenza Confindustria in un testa a testa con l’unico altro candidato rimasto, il Presidente di Assolombarda Carlo Bonomi.

Guardando al settore ci sono due aspetti da valutare, quello strutturale e quello contingente. A livello strutturale si nota come negli ultimi anni si è insinuato un crescente pregiudizio sia verso il ruolo degli scienziati e della ricerca, sia verso l’industria per la sua presunta poca capacità di creare valore. Queste sfide diventano ancora più urgenti nella contingenza, con l’emergenza sanitaria ed economica che stiamo vivendo.

È sempre più necessario, infatti, implementare la disponibilità di cure e ricerche, un’esigenza che ha fatto emergere l’inadeguatezza delle norme del settore, pensate negli anni Novanta per un modello di medicina generalizzata del passato e non personalizzata sul DNA dei pazienti come è oggi.

La governance del settore farmaceutico risponde a un vecchio modello con evidenti rigidità che oggi frenano l’avanzata dell’innovazione e della ricerca. Serve pertanto una scomposizione e ricomposizione del sistema che sia in grado di recepire e valorizzare appieno la spinta innovativa del settore, che rappresenta un riferimento per l’industria italiana e per l’export.

Come accennato, Confindustria si appresta al rinnovo dei vertici (il prossimo 26 marzo) e probabilmente anche a varare una nuova governance. Nei giorni in cui i Saggi stanno chiudendo le consultazioni per l’indicazione del nuovo Presidente, Mattioli punta anche sulla farmaceutica che, a suo giudizio, “dovrà essere al centro del programma di governo del nuovo presidente e della sua squadra”.

Se alcune indiscrezioni dicono che Mattioli potrebbe nominare un vicepresidente per le materie della Salute e delle Scienze della vita, nel suo programma la candidata punta sul ruolo strategico della ricerca, su protocolli trasparenti per dare certezze a cittadini e aziende.

Più in particolare, tra i punti del suo programma: l’inaugurazione di un percorso per alleggerire il payback e inaugurare con le istituzioni un confronto per adeguare il finanziamento alla effettiva domanda di salute, superando l’attuale divario che determina costi non più sostenibili per imprese e lavoratori; la proposta di creazione di una piattaforma dei dati sanitari, promuovendo standardizzazione e interoperabilità per garantire qualità delle cure e efficienza nei costi; una valutazione della spesa farmaceutica considerando anche i costi evitati e l’impatto positivo sul benessere dei cittadini.

Con la sua idea di portare il tetto massimo del credito d’imposta ad una misura proporzionale ai fatturati, Mattioli suggerisce inoltre di “valorizzare l’importante patrimonio di conoscenze del settore che, in sinergia con Università e grandi ospedali pubblici e privati, fanno del nostro Paese un fondamentale hub di ricerca ed export”.

Indispensabile, infine, infine il passaggio di programma sul settore “fratello” di quello farmaceutico, il chimico, uno dei più ricchi e fiorenti del Paese, che grazie ai suoi prodotti viene definito un “abilitatore di sostenibilità ed efficienza per tutti gli altri comparti industriali”.

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