Colesterolo, dopo i fallimenti degli anti-Cetp si discute sulle terapie del futuro

4 aprile, 2016 nessun commento


(Reuters Health) – Secondo alcuni tra i maggiori esperti di cardiologia, i nuovi metodi per controllare il colesterolo, compresa anche eventualmente l’iniezione diretta di colesterolo “buono” (Hdl) nei pazienti, hanno bisogno di essere studiati dopo il fallimento di alcuni trattamenti promettenti da parte di Eli Lilly, Pfizer e Roche. Se ne è discusso all’ American College of Cardiology‘ a Chicago.

Lo scorso ottobre Lilly ha infatti fermato uno studio con 12 mila pazienti del suo farmaco orale sperimentale evacetrapib, che in più piccoli studi precedenti aveva ridotto il colesterolo “cattivo” (Ldl) e duplicato i livelli di quello buono. Ma migliori livelli di colesterolo non hanno avuto effetti sulla prevenzione di attacchi di cuore e ictus, diminuendo le speranze per un approccio al trattamento della malattia cardiaca aumentando l’Hdl attraverso il blocco di una proteina chiamata Cetp.

Roche nel 2012 ha scartato il suo inibitore Cetp dopo che anche questo ha fallito. Un farmaco simile di Pfizer è stato fermato nel 2006 dopo essere stato collegato a alcuni eventi avversi maggiori avvenuti durante i trial. Sebbene Merck&Co continui a sviluppare il proprio inibitore Cetp in uno studio di 30 mila pazienti che dovrebbe concludersi l’anno prossimo, il gruppo di ricercatori esperti in malattie cardiache sostengono che i fallimenti di Lilly, Roche e Pfizer non facciano presagire nulla di buono.

“Il farmaco di Merck è il quarto tentativo per gli inibitori di Cetp, ma la mancanza di successo riscontrata finora ci spinge a essere sempre più pessimisti” su questa classe di farmaci, spiega Stephen Nicholls, vice direttore del South Australian Health and Medical Research Institute di Adelaide, in Australia. Nicholls era anche un lead investigator per la prova fallita del farmaco di Lilly. Nicholls e Steve Nissen, responsabile di Cardiologia alla Cleveland Clinic, che ha co-condotto lo studio sull’evacetrapib, ha recensito i dati sconcertanti della molecola durante una delle sessioni scientifiche annuali dell”American College of Cardiology’ a Chicago.

“Questo farmaco ha abbassato Ldl del 37% e aumentato Hdl del 130% senza aver avuto assolutamente alcun effetto” sulla prevenzione delle morti e degli attacchi di cuore, spiega Nissen in un’intervista. Anche se altri modi di aumentare il colesterolo buono potrebbero alla fine rivelarsi protettivi, Nissen ricorda che tutti i tentativi finora sono stati infruttuosi.Nicholls afferma di restare fiducioso in future terapie con Hdl e sta testando se l’Hdl artificiale può essere preparato in laboratorio e iniettato direttamente nel cuore dei pazienti ad alto rischio. “Potrebbe essere in grado di restringere la placca” nelle arterie del cuore, sostiene. L’esperto sta studiando le variazioni di questo approccio con la casa farmaceutica francese Cerenis Therapeutics e la Medicines Company. Per Nicholls un altro possibile approccio potrebbe essere quello di istruire il fegato a produrre più Hdl.

Ransdell Pierson
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

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