Cardiopatie: Mayo Clinic e biotech USA scoprono i biomarcatori vocali

16 novembre, 2016 nessun commento


Un’istituzione universitaria, la Mayo Clinic, e l’azienda biotech Beyond Verbal hanno reso noti  i risultati di uno studio che le ha viste collaborare nella ricerca dei biomarker vocali. Lo studio ha evidenziato un forte legame tra alcune caratteristiche vocali e la presenza di malattia arteriosa coronarica (CAD). “Dal tono della voce siamo in grado di ricavare molte informazioni –  ha detto il CEO di Beyond Verbal,  Yuval Mor – L’analisi della voce può essere sfruttata per comprendere le emozioni e il benessere. Con l’orecchio umano siamo in grado di stabilire, per esempio, se una persona si sente bene o meno. I nuovi dati dello studio confermano che l’utilizzo dell’analisi delle caratteristiche vocali rende possibile anche la comprensione di una patologia.

Lo studio in doppio cieco ha coinvolto 120 pazienti sottoposti a angiografia coronarica elettiva e 120 soggetti di controllo. Beyond Verbal si è occupata delle caratteristiche acustiche, mentre Mayo Clinic si è concentrata su quelle che potevano essere “fortemente e indipendentemente” associate a CAD, ha spiegato Mor. In particolare, una di queste è stata legata a una probabilità maggiore di 19 volte di sviluppare CAD. Beyond Verbal aveva già scoperto associazioni tra la voce e le condizioni neurologiche, come la malattia di Parkinson, ma questo studio è il primo in cui l’azienda ha impiegato la tecnologia in una patologia non neurologica. Inoltre, è anche il primo a indicare una correlazione tra caratteristiche della voce e CAD. Potrebbe gettare le basi di un nuovo test semplice e non invasivo per stimare il rischio di CAD di un paziente.

Un mercato di nicchia
Tra gli altri player che stanno indagando i biomarcatori vocali figura Sonde Health di Pure Tech, che ha permesso a un laboratorio del MIT di utilizzare la sua tecnologia di analisi audio per sviluppare uno strumento diagnostico. Come per la tecnologia di Beyond Verbal, la piattaforma di Sonde analizza le caratteristiche non linguistiche dei campioni vocali. L’azienda spera di applicarla a disturbi mentali, come la depressione, ma anche a condizioni fisiche, tra cui quelle cardiovascolari.

 

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