Big Pharma, chi ha vinto e chi ha perso nel 2016

10 gennaio, 2017 nessun commento


Un 2016 da dimenticare per  Allergan e AstraZeneca, che perdono 96 miliardi di dollari, e da incorniciare per GlaxoSmithKline, Johnson & Johnson e Merck, grazie ai 40 miliardi di dollari entrati nelle casse. È quanto emerge dall’analisi condotta dall’agenzia EP Vantage. Un’analisi che ipotizza un 2017 difficile per tutto il comparto farmaceutico, a causa delle pressioni sui prezzi e dell’incognita Trump.

La classifica di EP
Per quanto riguarda il mercato azionario, medaglia d’oro a Glaxo, che ha guadagnato la percentuale più alta, il 14% sulle sue azioni, anche se in dollari il risultato sarebbe inferiore per effetto degli scambi tra dollaro e sterlina. Allergan, invece, ha visto le sue azioni ridursi del 33%, mentre la capitalizzazione ha fatto registrare una perdita di 44,42 miliardi di dollari. Male anche AstraZeneca, che ha perso il 20% del valore delle azioni e 16,7 miliardi di dollari di capitalizzazione, mentre le azioni di Roche sono scese del 16%, con una riduzione della capitalizzazione di mercato di 35,5 miliardi di dollari. I motivi delle perdite per Allergan sarebbero dovuti alle sofferenze conseguenti l’operazione Pfizer e ai risultati del quarto trimestre. Mentre per AstraZeneca hanno pesato negativamente le performace del terzo trimestre e i problemi incontrati nello sforzo fatto per aumentare le vendite di Brilinta. Dall’altra parte della classifica, invece, dietro GSK si piazza Johnson & Johnson, che si conferma un “porto relativamente sicuro in mezzo alla turbolenza dei mercati”, con un aumento del prezzo delle azioni del 12%, seguita da Merck che ha fatto registrare un aumento delle azioni dell’11%. J&J vanta anche il primato di azienda con il maggior numero di prodotti approvati. Merck ha invece ottenuto buoni risultati grazie a Keytruda e anche grazie al fatto che il farmaco rivale, Opdivo di Bristol-Myers Squibb, ha fallito un trial clinico chiave sui pazienti naive con tumore del polmone. Male anche le performance di Valeant, Teva, Vertex, Novo Nordisk e Alexion, che insieme hanno perso più di 132 miliardi di dollari di capitalizzazione. Valeant, in particolare, ha visto scendere il valore delle sue azioni dell’86%. L’azienda ha lottato per frenare questa caduta dovuta ai problemi legati al prezzo dei suoi farmaci e soprattutto all’enorme debito. Sempre tra le realtà più piccole, quelle che hanno avuto le migliori performance hanno visto comunque una diminuzione del valore delle azioni. Quella che ha perso meno, però, è stata Celgene, con una riduzione del 3%. Le sofferenze sono state principalmente dovute alle pressioni sui prezzi.

 

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