ADDF: ecco i primi 4 progetti sull’Alzheimer

3 Giugno, 2019 nessun commento


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L‘Alzheimer’s Drug Discovery Foundation (ADDF) ha selezionato i primi quattro progetti di ricerca da finanziare attraverso il suo programma Diagnostics Accelerator volto a sviluppare nuovi strumenti e biomarcatori per la malattia di Alzheimer.

Sostenuto da alcune delle persone più ricche del mondo – tra cui Bill Gates, Bezos e Leonard Lauder – il Diagnostics Accelerator prevede di assegnare fino a 50 milioni di dollari nei prossimi tre anni.

Quest’anno dovrebbero essere assegnati fino a 10 milioni di dollari per 10 progetti e la spesa per i primi quattro scelti ammonta a circa 3,5 milioni.

“A differenza delle malattie cardiache e del cancro, ci mancano strumenti diagnostici semplici e convenienti e anche i biomarker, che sono fondamentali per prevenire e curare la malattia di Alzheimer”, ha detto Howard Fillit, direttore esecutivo della fondazione e Chief Science Officer. “Una volta acquisiti i biomaker avremo una migliore comprensione di come la Malattia di Alzheimer progredisce e potremo rendere i trial clinici più efficienti e rigorosi”.

Questi i quattro progetti selezionati.
Amoneta Diagnostics, biotech con sede in Freancia, beneficierà di un assegno di 2 milioni di dollari per sviluppare un sistema predittivo del deterioramento cognitivo lieve e dell’Alzheimer precoce attraverso la misurazione di due tipi di RNA stabili nel sangue.

I ricercatori dell’Università di Göteborg in Svezia, che lavorano con il cliinico Kaj Blennow, riceveranno 500.000 per portare avanti il lavoro su un esame del sangue volto a rilevare frammenti di proteina tau nel cervello, simili a quelli che si rilevano nel liquido cerebrospinale.

Tom MacGillivray, dell’Università di Edimburgo, otterrà circa 490.000 dollari per sviluppare biomarcatori retinici in grado di monitorare la neurodegenerazione e i cambiamenti nel sistema vascolare dell’occhio. Il ricercatore scozzese sta utilizzando un sistema basato su cloud per l’analisi delle immagini.

Infine Peter van Wijngaarden, del Centre for Eye Research dell’Università di Melbourne, Australia, riceverà 420.000 dollri per mettere a punto una scansione oculare semplificata in grado di rilevare la presenza di amiloide nella retina prima del declino cognitivo.

Il suo team sta inoltre sviluppando una fotocamera portatile ed economica che mira a sostituire l’imaging PET e le biopsie invasive.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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