Parlamento e Consiglio UE trovano l’intesa sul Critical Medicines Act

Parlamento e Consiglio UE trovano l’intesa sul Critical Medicines Act
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L’Unione europea compie un passo avanti verso una maggiore autonomia strategica nel settore farmaceutico. Parlamento e Consiglio hanno raggiunto un accordo politico sul Critical Medicines Act (CMA), il quadro normativo presentato nel marzo 2025 che punta a rafforzare la sicurezza delle forniture di medicinali essenziali e a prevenire nuove situazioni di carenza.

L’obiettivo è rendere più resiliente la catena di approvvigionamento dei farmaci critici, riducendo la dipendenza da Paesi extra-UE, diversificando le fonti di produzione e introducendo strumenti di acquisto congiunto a livello europeo. Il nuovo impianto normativo mira inoltre a potenziare le capacità produttive interne e a sostenere progetti strategici attraverso un accesso più rapido ai finanziamenti e procedure autorizzative semplificate.

Secondo il Parlamento europeo, l’iniziativa contribuirà anche a rafforzare la competitività dell’industria farmaceutica dell’Unione. Nel 2025 le importazioni di prodotti medicinali e farmaceutici sono aumentate del 21%, mentre le esportazioni sono cresciute del 16%. Gli Stati Uniti restano il principale partner commerciale dell’UE sul fronte delle importazioni.

Il perimetro del provvedimento riguarda circa 300 medicinali inclusi nell’elenco 2026 dei farmaci critici dell’Unione: si tratta di trattamenti che spaziano da farmaci di largo impiego, come paracetamolo e insulina, a immunosoppressori e antibatterici meno diffusi, la cui continuità di fornitura è considerata prioritaria per la salute pubblica. Nel nuovo quadro rientrano antibiotici, vaccini e medicinali destinati a patologie croniche e rare.

“Con l’introduzione di appalti congiunti a livello UE stiamo adottando misure concrete per affrontare le carenze e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti”, ha dichiarato l’eurodeputato Tomislav Sokol, relatore dell’accordo. “Le aziende che producono in Europa saranno favorite nelle procedure di acquisto, mentre i progetti strategici potranno contare su finanziamenti e su iter autorizzativi più efficienti”.

Accoglienza positiva anche da parte dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA), che ha sottolineato come la pandemia di Covid-19 e le tensioni geopolitiche abbiano evidenziato le fragilità delle catene globali del farmaco. Un tema reso ancora più attuale dal conflitto in Medio Oriente e dalla forte riduzione dei traffici commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio marittimo internazionale.

“La resilienza delle catene di approvvigionamento è essenziale per proteggere la salute pubblica nell’Unione”, ha commentato la direttrice esecutiva dell’EMA, Emer Cooke. L’accordo provvisorio sul Critical Medicines Act, ha aggiunto, rappresenta una tappa significativa nel percorso di rafforzamento della capacità europea di garantire disponibilità, produzione e sicurezza dei medicinali critici.

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