Metaverso: aspetti positivi e negativi per i pazienti

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Allacciarsi un visore ed entrare nella realtà virtuale 3D del metaverso sarà molto presto una possibilità accessibile a molti pazienti. Dal vivere l’esperienza di un intervento prima che venga eseguito al comprendere meglio una malattia; sono molti i vantaggi che la realtà virtuale potrà offrire ai pazienti, anche se non mancano le insidie, a livello, per esempio, di privacy e di diffusione di fake news.

Tra le possibilità offerte dal metaverso c’è l’accesso a strumenti didattici avanzati, che potrà consentire ai pazienti di entrare nelle profondità 3D delle cellule e condividere risultati di test in modo ultra-realistico. E i pazienti bene informati sono in grado di prendere decisioni attente, con ripercussioni favorevoli sulle cure.

Il metaverso, inoltre, potrà coinvolgere le popolazioni svantaggiate e sottorappresentate nello studio di nuovi approcci ai trattamenti, consentendo, allo stesso tempo, alle aziende di creare relazioni più strette con i pazienti.

Con la realtà virtuale aumenterà anche l’impegno dei gruppi di supporto su internet e dei forum online, che hanno già aiutato milioni di pazienti a uscire dall’isolamento; potrà migliorare anche la riabilitazione fisica e il trattamento di malattie ancora stigmatizzate, come HIV e HPV.

A tutti questi vantaggi, però, si contrappongono degli aspetti negativi. Il metaverso probabilmente aumenterà la dipendenza online, isolando le persone. E la privacy dei pazienti sarà ancora più a rischio.

Il bullismo nei confronti di pazienti, come già avviene, specialmente tra le popolazioni più vulnerabili, potrebbe aumentare e potrebbe anche essere amplificato l’impatto negativo della disinformazione sanitaria.

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