Malattie ultra-rare: la Commissione europea autorizza mavorixafor di Norgine, primo farmaco per la sindrome WHIM

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La Commissione europea ha autorizzato nei Paesi dell’Unione Xolremdi (mavorixafor), la prima terapia per la sindrome WHIM (warts, hypogammaglobulinemia, infections, myelokathexis), un’immunodeficienza primaria congenita caratterizzata da neutropenia cronica e da una forte suscettibilità alle infezioni.

A oggi questa malattia ultra-rara non disponeva di trattamenti approvati. Mavorixafor, sviluppato da X4 Pharmaceuticals e commercializzato in Europa da Norgine, rappresenta quindi la prima opzione terapeutica disponibile.

Il farmaco appartiene alla classe degli antagonisti del recettore CXCR4 ed è indicato per pazienti dai 12 anni in su.

Alla base della sindrome WHIM vi è una mutazione del gene CXCR4, coinvolto nei meccanismi di regolazione del sistema immunitario. L’alterazione determina un difetto nel rilascio dei globuli bianchi dal midollo osseo, con conseguente riduzione della loro presenza nel sangue periferico. Il quadro clinico comprende infezioni ricorrenti, verruche cutanee, alterazioni midollari e un aumentato rischio di alcune neoplasie.

Mavorixafor, modulando l’attività di CXCR4, favorisce la mobilizzazione dei neutrofili dal midollo osseo al circolo sanguigno, contribuendo così a correggere la neutropenia.

Secondo i dati EMA, i pazienti con diagnosi di sindrome WHIM in Europa sarebbero meno di 500. L’approvazione CE si basa sui risultati dello studio di fase III 4WHIM, che ha coinvolto 31 pazienti adolescenti e adulti.

Il dosaggio da 200 mg una volta al giorno di mavorixafor ha determinato un aumento del tempo trascorso sopra la soglia critica della conta assoluta dei neutrofili (500 cellule/mL), endpoint primario della sperimentazione.

Norgine ha acquisito i diritti commerciali del farmaco per Europa, Australia e Nuova Zelanda per 28,5 milioni di euro upfront.  L’intesa prevede ulteriori pagamenti fino a 226 milioni di euro legati al raggiungimento di obiettivi regolatori e commerciali, oltre a royalty a doppia cifra sulle vendite.

Negli Stati Uniti mavorixafor ha generato 6,5 milioni di dollari di vendite nel 2025, primo anno completo di commercializzazione.

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