Immunoterapie, 2022 anno record per le approvazioni

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Con l’aumento delle diagnosi di tumori in tutto il mondo, le terapie immuno-oncologiche si sono affermate come nuova categoria di trattamento.

Negli ultimi dieci anni, è aumentato il numero delle immunoterapie approvate e nel 2022 si è registrato un record, con l’ingresso in clinica di dieci nuovi farmaci appartenenti a questa categoria.

Immuno-oncologia è un termine generico che descrive una varietà di trattamenti antitumorali che includono i vaccini, modulatori del checkpoint immunitario e terapie cellulari adottive come l’immunoterapia con cellule T con recettore dell’antigene chimerico (CAR-T) e l’immunoterapia con cellule natural killer (NK).

Tutte le forme di immunoterapia funzionano in modo simile, attivando e utilizzando diversi componenti del sistema immunitario per potenziare la capacità naturale dell’organismo di riconoscere e combattere il cancro.

La prima terapia immuno-oncologica ufficialmente riconosciuta è stata Yervoy di Bristol-Myers Squibb, un anticorpo monoclonale che funziona come inibitore del checkpoint immunitario, approvato nel 2011 dalla FDA per combattere il melanoma metastatico.

Stando agli ultimi dati diffusi da GlobalData, il numero di approvazioni di terapie immuno-oncologiche ha subito notevoli fluttuazioni negli ultimi dieci anni.

Dopo un iniziale aumento del 25% registrato nel 2014-2015, si è osservato un calo dell’80% nel 2016, al quale ha fatto seguito un successivo incremento e un’altra diminuzione fino al 60% tra il 2017 e il 2020.

Nel 2021, però, il numero di approvazioni è aumentato di oltre il 300% e nel 2022 si è registrato un ulteriore incremento dell’11% con dieci nuove terapie immuno-oncologiche autorizzate in un solo anno.

In questo gruppo è inclusa Carvykti di Johnson & Johnson, una terapia cellulare geneticamente modificata approvata per il mieloma multiplo refrattario.

Il grande aumento del numero di terapie immuno-oncologiche approvate negli ultimi due anni ne sottolinea l’importanza, anche perché la pandemia di Covid-19 ha causato ritardi nella revisione e nell’approvazione di numerosi farmaci.

Se questa tendenza al rialzo continuerà, è possibile che si assisterà a un cambiamento dell’armamentario anti-neoplastico disponibile sul mercato, in cui le terapie immuno-oncologiche faranno la parte del leone.

 

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