Eli Lilly chiude un primo trimestre molto positivo e rivede al rialzo le stime sull’intero anno. Nei primi tre mesi del 2026, i ricavi del gruppo hanno raggiunto 19,8 miliardi di dollari, in crescita del 56% su base annua e dell’11% rispetto al 2025.
A trainare la performance, ancora una volta, sono stati i farmaci GLP-1 a base di tirzepatide: Mounjaro (diabete di tipo2), ha generato 8,7 miliardi di dollari, mentre Zepbound (obesità), ha raggiunto i 4,2 miliardi. Entrambi i prodotti hanno registrato crescite rispettivamente del 125% e dell’80% rispetto al primo trimestre 2025.
Sulla base di questi risultati e della forte domanda nell’area cardiometabolica, Eli Lilly ha alzato la guidance 2026, con ricavi ora attesi tra 82 e 85 miliardi di dollari, circa 2 miliardi in più rispetto alle precedenti previsioni.
Nel Q1 è entrato nel mercato statunitense anche Foundayo (orforglipron), primo GLP-1 orale per la perdita di peso. L’azienda segnala una partenza incoraggiante, con oltre 8.000 prescrittori attivi e una rapida diffusione nelle farmacie e sulle piattaforme di telemedicina.
Il 2026 si conferma infine un anno di forte attività anche sul fronte M&A: la pharma di Indianapolis ha già completato sei operazioni per un valore complessivo di circa 21 miliardi di dollari, inclusa la recente acquisizione di Ajax Therapeutics per 2,3 miliardi.