Nuovo passo avanti per l’immunoterapia nel linfoma di Hodgkin. Bristol Myers Squibb ha ottenuto l’approvazione da parte della FDA e della Commissione Europea per due nuove indicazioni di nivolumab (Opdivo), ampliando così – nella popolazione pediatrica e in quella adulta – le opzioni terapeutiche sia in prima linea, sia nelle forme recidivanti o refrattarie della patologia onco-ematologica.
Negli Stati Uniti, l’agenzia regolatoria ha dato il via libera a nivolumab in combinazione con lo schema chemioterapico AVD (doxorubicina, vinblastina e dacarbazina) per il trattamento di pazienti adulti e pediatrici, a partire dai 12 anni, con linfoma di Hodgkin in stadio avanzato (III o IV) non precedentemente trattato. Si tratta di un’estensione rilevante, che introduce una combinazione immunoterapica in prima linea in una fascia di pazienti finora trattata prevalentemente con chemioterapia standard.
L’approvazione della FDA si basa sui risultati dello studio di fase III SWOG 1826, che ha valutato efficacia e sicurezza della combinazione nivolumab più AVD in adulti e adolescenti. Sulla base degli stessi dati è attualmente in corso la valutazione da parte dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA).
Sul fronte europeo, la Commissione Europea ha invece autorizzato nivolumab in combinazione con brentuximab vedotin per il trattamento di bambini (≥5 anni), adolescenti e giovani adulti fino a 30 anni con linfoma di Hodgkin recidivante o refrattario dopo una precedente linea terapeutica. Il via libera si basa sui risultati dello studio di fase II CheckMate-744, che ha documentato l’attività della combinazione in una popolazione ad alto bisogno clinico.
Le nuove indicazioni rafforzano il ruolo di nivolumab nel panorama terapeutico dell’onco-ematologia, confermando la strategia di BMS nello sviluppo di combinazioni immunoterapiche in diverse fasi del linfoma di Hodgkin e in popolazioni sempre più ampie.