Direttiva acque reflue: da Farmindustria ed Egualia forte preoccupazione per impatto su industria farmaceutica

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Forte preoccupazione per l’impatto economico e industriale della direttiva europea sulle acque reflue urbane, entrata in vigore a gennaio 2025, è stata espressa giovedì 22 gennaio da Farmindustria ed Egualia durante l’audizione alla Commissione 4ª (Politiche dell’Unione Europea) del Senato. A intervenire sono stati Marcello Cattani, Presidente di Farmindustria, e Michele Uda, Direttore Generale di Egualia, nell’ambito del ciclo di audizioni sulla Legge di delegazione europea 2025.

Le norme di trattamento delle acque reflue per la rimozione dei microinquinanti, secondo le due Associazioni, rischiano di gravare in modo sproporzionato sul settore farmaceutico, in un contesto già caratterizzato da forte concorrenza globale, tensioni geopolitiche e un aumento strutturale dei costi operativi del 30% rispetto al 2021. L’Europa, avvertono Cattani e Uda, ha già perso terreno rispetto agli altri grandi sistemi industriali globali e l’entrata in vigore della direttiva potrebbe aggravare ulteriormente il gap competitivo.

Secondo Farmindustria ed Egualia, la valutazione di impatto della Commissione europea ha sovrastimato di quattro volte l’impatto ambientale dei farmaci (dal 66% stimato dalla Commissione UE al 18%) e sottostimato i costi, che sarebbero in realtà tra 5 e 10 volte superiori alle stime ufficiali, generando oneri aggiuntivi pari a circa 10 miliardi di euro all’anno per le aziende europee, contro gli 1,2 miliardi indicati nella valutazione della Commissione.

Gli oneri ricadrebbero in modo concentrato su due settori, farmaceutico e cosmetico, aumentando il rischio di carenze di medicinali.

Per questo motivo, Farmindustria ed Egualia chiedono al Governo di sostenere in tutte le sedi disponibili la sospensione dell’applicazione della direttiva, consentendo un nuovo impact assessment entro il 31 dicembre 2028, data prevista per l’entrata in vigore dello schema di EPR (Responsabilità Estesa del Produttore).

Le due Associazioni hanno inoltre sollecitato l’adozione di principi che tutelino l’accesso ai medicinali e la competitività dell’industria, applicando le norme a tutti i produttori di sostanze microinquinanti in modo proporzionato, con un metodo di calcolo concordato dagli organismi rappresentativi del settore, e prevedendo una sola organizzazione per Stato membro per l’adempimento della responsabilità del produttore, controllata dai produttori soggetti a EPR.

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