Vaccino Covid, per trasporto problema ‘ultimo miglio’

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Mantenere la catena del freddo lungo tutto il trasporto: questa la sfida maggiore che si profila nel momento dell’arrivo di un vaccino per il Covid. Per la sua composizione (differente da quella dei vaccini tradizionali, trattandosi di un vaccino a Rna, nel caso di quello Pfizer- BioNTech) andrebbe conservato a una temperatura di 70 gradi sotto zero e secondo Luca Lanini, che insegna Logistica e Supply Chain Management all’Universita’  Cattolica, il punto debole e’ il cosiddetto “last mile”, ovvero l’ultima tappa verso il luogo di somministrazione: ospedali, Asl, farmacie. Moduli refrigerati “trasportabili” e grandi aree di stoccaggio potrebbero essere utili, spiega l’esperto in un’intervista a Il Sussidiario. “La barriera dei -70°- evidenzia Lanini –  e’  una sfida complessiva di un settore, quello del freddo, che non e’  abituato a questo tipo di temperature, per cui non ci sono esperti ne’  regole”. “Tutti stanno ragionando perche’  si richiede una risposta in tempi rapidi” sottolinea ancora Lanini, per il quale solo la tedesca Dhl ha fatto uno studio su come sia possibile gestire la supply chain.

“Supponiamo – specifica l’esperto – che il vaccino parta dalla Svizzera: da una piattaforma refrigerata a -70° in Svizzera partiranno camion con container refrigerati che arriveranno in particolari piattaforme di stoccaggio in Italia, Francia, Germania. Fin qui il processo e’ gestibile. Una volta che il prodotto e’ arrivato in Italia, in piattaforme italiane di stoccaggio, il punto e’ la consegna alle farmacie, alle Asl, agli ospedali. L’unica soluzione che vedo e’  la costruzione di piccoli container, della dimensione di un container aereo (tre o quattro frigoriferi messi assieme), con capacita’  di mantenere una temperatura di -70° e che siano trasportabili in un camion come un carico; che abbiano la capacita’  di avere una spina elettrica che si colleghi al sistema del camion e che dispongano di un trasformatore in grado di permettere la creazione di frigor per il mantenimento della temperatura a -70°: un mantenimento decisamente ‘energivoro'”. “Prevedo una pronta risposta del sistema della logistica- conclude Lanini- risponderemo anche a questa sfida”.

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