Takeda: accordo con BioSurfaces per device malattie gastrointestinali

26 luglio, 2017 nessun commento


Takeda e BioSurfaces hanno firmato un accordo per sviluppare dispositivi medici per il trattamento delle malattie gastrointestinali. La pharma giapponese contribuirà con il suo know-how gastroenterologico mentre il biomedicale statunitense porterà nella collaborazione la tecnologia che ha sviluppato sui nanomateriali. “Siamo entusiasti di collaborare con BioSurfaces, la cui tecnologia pionieristica aiuta la nostra strategia di applicare nuovi biomateriali alla terapia delle malattie gastrointestinali”, dice Vincent Ling, direttore senior del settore innovazione di Takeda Pharmaceutical Sciences. “La nostra collaborazione nella ricerca porterà allo sviluppo dell’utilizzo di avanguardia dei biopolimeri e della tecnologia di fabbricazione di dispositivi”. La tecnologia potrebbe potenzialmente aiutare a prevenire la stenosi del tratto gastrointestinale causata da infiammazione e favorire la guarigione delle fistole. La tecnologia di BioSurfaces si basa su ciò che viene definito electrospinning, ossia applicazione di corrente elettrica ad alta tensione a una soluzione di polimero liquido per posizionare nanofibre di polimeri su un oggetto. Il metodo può essere utilizzato per depositare le nanofibre su un dispositivo medico o su uno stampo per creare un materiale o un dispositivo autonomo.Oltre a consentire la formazione di forme difficili da fabbricare, il processo di Biosurfaces produce materiali maggiormente biocompatibili rispetto agli attuali impianti a base di fibre tessili, tra cui gli innesti vascolari e la rete di riparazione erniaria. “I diversi dispositivi che utilizzano la nostra tecnologia hanno dimostrato negli studi preclinici di essere completamente integrabili con i tessuti umani, una differenza importante rispetto ai  tessuti attuali”, aggiunge Matthew Phaneuf, presidente e chief technical officer di BioSurfaces. “Oltre a migliorare il processo di guarigione, la nostra tecnologia è stata progettata per fornire farmaci e / o agenti bioattivi direttamente ed esclusivamente nella zona malata e non in tutto l’organismo, riducendo così le complicazioni possibili”. Nel settembre dello scorso anno, Takeda ha stretto un accordo di collaborazione con l’Università Vanderbilt e il Texas Digestive Disease Consultants in relazione a un programma digitale per aiutare i pazienti e i medici a gestire la malattia infiammatoria intestinale. Il programma pilota coinvolge 100 pazienti che stanno monitorando la loro malattia utilizzando un dispositivo indossabile.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Tag:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

*