Pfizer vende la BU Consumer Health?

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Pfizer starebbe per decidere di vendere la BU Consumer Health che vanta diversi prodotti OTC, tra cui il famoso Multicentrum. L’operazione porterebbe nelle casse di Pfizer fino a 14 miliardi di dollari. Così il CEO di Pfizer, Ian Read, che aveva deciso di non dividere la società, potrebbe pensare di dismettere solo alcune unità. Si tratta, al momento, di indiscrezioni raccolte dall’agenzia Reuters.

La Business Unit ha generato, lo scorso anno, 3,5 miliardi di dollari di vendite. Mentre le indiscrezioni non specificano se l’unità verrà venduta o verrà utilizzato un altro tipo di accordo o qualche altra formula, come la creazione di una spin-off esentasse, come Pfizer fece per il settore dei farmaci veterinari Zoetis qualche anno fa. Per quanto riguarda i 14 miliardi di dollari che Pfizer potrebbe guadagnare dalla vendita della BU, l’analista di Evercore, John Scott, ha ricordato il caso di Merck. L’interesse generato intono alla vendita della BU dedicata all’animal health  fece lievitare il prezzo da 10 miliardi di dollari ai 14 che Bayer sborsò per l’acquisto. Secondo Scott, comunque, è evidente la volontà di Pfizer di impegnarsi in operazioni di ristrutturazione aziendale, nonostante il fallito tentativo di fusione con Allergan; infatti è stato lo stesso Ian Read a parlare della possibilità di vendere il business dedicato al Consumer health, specificando che anche questa unità aziendale viene sottoposta a stress test per capire se è più conveniente tenerla dentro o fuori dall’azienda. Dichiarazioni fatte quando sono stati presentati i dati del terzo trimestre, che hanno mostrato un aumento dell’8% delle vendite, pari a 13 miliardi di dollari nel trimestre, ma con guadagni scesi del 38% a causa delle maggiori spese affrontate dalla società. In caso di vendita del ramo dei farmaci OTC, comunque, sarebbero diverse le aziende interessate all’acquisto. Una fra tutte, l’azienda specializzata in questo tipo di medicinali Reckitt Benckiser, il cui CEO, Rakesh Kapoor, aveva dichiarato, lo scorso anno, di essere “molto interessato” a un eventuale acquisto. E anche GSK ha dato sempre più spazio a questo settore da quando ha fatto una joint venture con Novartis nel 2014. Unità che quest’anno ha superato le proiezioni con buoni risultati di vendite nonostante gli iniziali dubbi da parte degli investitori, che vedevano margini di guadagno troppo stretti.

 

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