Pfizer si scinde? Bernstein dice no, gli investitori sì

20 luglio, 2016 nessun commento


Secondo Tim Anderson, analista di Bernstein & Co., “Pfizer non avrebbe più intenzione di scindersi, almeno per il momento”. È quanto ha scritto lo stesso Anderson in una nota agli investitori. Il perché sarebbe da ricondurre a una recente conversazione dell’analista con il CEO del colosso americano, Ian Read, che avrebbe accennato a possibili svantaggi finanziari dell’operazione, tra cui l’indebolimento del bilancio dell’azienda, rispetto a quello prodotto dalla società nel suo complesso.

La vicenda
Quando cinque anni fa il CEO di Pfizer annunciò l’intenzione di dividere l’azienda, si ebbe netta la sensazione di una strategia in controtendenza con quelle precedenti, in un momento in cui si assisteva a una forte crescita nelle mega fusioni. Da allora è cominciata l’attesa di analisti e investitori. L’intenzione di scindere la società sarebbe stata anche alla base del tentativo di Pfizer di spostare il suo domicilio dagli USA, per avere vantaggi fiscali. Ma sia il fallimento dell’acquisto di AstraZeneca, sia il tentativo non riuscito di acquisire Allergan, fanno oggi  pensare che questo tipo di operazione non sia più ormai tra le opzioni possibili.

Ad analizzare le prospettive di crescita di Pfizer ora, rispetto a cinque anni fa, il futuro della società americana sembra adesso più roseo. Nel 2011, la crescita proiettata al 2015 era del 2,5%, e dunque poteva avere un senso dividere la parte ‘buona’ dell’azienda da quella ‘cattiva’. Ma ora che la crescita annua prevista è del 6,9%, questa possibilità non sembra essere più così allettante.  Tuttavia, la possibilità di una scissione è tutt’oggi prospettata dagli investitori. Secondo una recente indagine di Bernstein, il 51% di 109 intervistati ritiene che Pfizer procederà in tal senso, mentre un terzo si sono dichiarati ‘indifferenti’ e il 16% si aspetta che la società abbandonerà questa idea.

Gli scenari possibili
Cosa farebbe allora Pfizer se non si avviasse a una scissione? Probabilmente potrebbe fare offerte per mega fusioni. Dopo il fallimento dell’operazione con Allergan, Pfizer ha in realtà già acquisito un paio di piccole aziende, inclusa Anacor, per 4,5 miliardi di dollari. Sarebbe inoltre interessata a inglobare anche Medivation, la società americana che ha messo a punto l’antitumorale Xtandi, sul quale diverse case farmaceutiche hanno puntato gli occhi.Questa strategia però, secondo Anderson, riporterebbe la società al passato, nella condizione che in sostanza avrebbe indotto a considerare l’ipotesi di un frazionamento. In ogni caso, si avranno maggiori nformazioni nel corso della settimana prossima, quando Pfizer presenterà i dati del secondo trimestre. Entro la fine dell’anno, comunque, Read dovrà comunicare l’intenzione o meno di scindere l’azienda.

 

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