Parkinson: al via studio clinico con due endpoint primari per approvazioni EMA e FDA

7 febbraio, 2017 nessun commento


Prexton Therapeutics – azienda svizzera con un focus sulla Malattia di Parkinson – ha raccolto raccolto 29 milioni di euro per proseguire con la fase II dello studio di Foliglurax, dopo che la molecola ha superato la prima fase di sperimentazione sull’uomo. I fondi arrivano dalle società di investimenti Forbion e Seroba Life Sciences e – considerando anche i contributi degli investitori iniziali, Merck Ventures, Ysios Capital e Sunstone Capital – in totale Prexton  potrà disporre di 31 milioni di euro per questo modulatore del recettore metabotropico del glutammato mGluR4, che migliorerebbe l’efficacia dei farmaci dopaminergici e il quadro delle discinesie derivanti dalla somministrazione di levodopa nei pazienti affetti da Parkinson. Prexton utilizzerà i fondi per portare avanti due studi clinici di fase II, uno in USA e l’altro in Europa, con due percorsi per avviare eventuali approvazioni contemporanee da parte di EMA e FDA. I trials, inoltre, avranno due endpoint primari. Da un lato si esamineranno principalmente gli effetti sui sintomi della malattia e dall’altro l’efficacia sulle discinesie. Questa seconda tranche di finanziamenti arriva a due anni dalla prima, avuta da Ysios e Sunstone, che Prexton ha utilizzato per riprendere il programma mGluR4 da Domain Therapeutics e avviare la fase I di sperimentazione, dimostrando che Foliglurax è sicuro e ben tollerato anche a dosaggi superiori a quelli che hanno mostrato efficacia sui modelli animali. A credere in questo farmaco è soprattutto il CEO di Prexton, Francois Conquet, da sempre interessato al settore dei modulatori di mGluR ai quali ha lavorato per 10 anni con GlaxoSmithKline e con Addex Pharmaceuticals. Nel 2011, però, Merck Serono abbandonò il candidato, ma Conquet ha continuato a credere nel medicinale. Questo perché le cellule che producono dopamina muoiono man mano che il Parkinson progredisce. Così, i farmaci che agiscono sul sistema dopaminergico sono poco adatti al controllo dei sintomi a lungo termine. Un problema che invece non interessa il recettore mGluR4.

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