Jimenez (Ceo Novartis): puntiamo ad acquisizioni tra i due e i cinque mld di dollari

31 maggio, 2017 nessun commento


Tra la vendita dell’unità oftalmica Alcon, che ha comprato per 60 miliardi di dollari sette anni fa, della joint venture con GlaxoSmithKline sui prodotti di auto-medicazione e della partecipazione che ha in Roche, che vale 14 miliardi di dollari, Novartis potrebbe avere tanto contante da poter spendere in grandi fusioni o acquisizioni. È così che la pensano molti analisti, anche se più volte il CEO dell’azienda svizzera, Joe Jimenez, ha detto di essere interessato più che altro a piccole operazioni. La ragione principale per cui Novartis potrebbe alla fine propendere per una megafusione è per esempio il fatto che, nonostante la posizione leader nel campo oncologico, l’azienda svizzera non ha farmaci immuno-oncologici sul mercato. Così, alcuni investitori pensano che Novartis potrebbe cercare di acquisire Bristol-Myers Squibb o AstraZeneca che hanno, rispettivamente, Opdivo, uno dei più importanti immuno-oncologici, e Imfinzi, che proprio questo mese ha avuto l’ok della FDA nel trattamento del tumore della vescica. In particolare, nel mese di febbraio, i rumors su una possibile acquisizione di BMS, in virtù del non ottimo rendimento di Opdivo nel Q1. Così, qualche settimana dopo sembrava che sia Novartis, sia Roche, oltre che Pfizer e Gilead, fossero interessate a BMS. Il CEO Jimenez continua a puntare a fusioni tra i due e i cinque miliardi di dollari che ha dichiarato, però, di “avere difficoltà a trovare, perché i prezzi sono abbastanza aumentati”.

 

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