Capani (Roche): “Il digitale può rivoluzionare il modo in cui le cure raggiungono le persone”

24 maggio, 2017 nessun commento


“Piuttosto che parlare di sfide mi piace parlare di opportunità. Quello che viene definito il mondo digitale offre oggi delle opportunità nuove”. È questo il pensiero di Luigi Capani, Head of Business Excellence Region Europe di Roche.

“La multicanalità è già una realtà con cui Roche, come altre aziende,  si sta confrontando. Sicuramente è un’opportunità per raggiungere meglio – integrandolo con i nostri canali tradizionali – i medici attraverso i messaggi che noi vogliano veicolare.  Mi preme sottolineare che dobbiamo guardare alla sfida e all’opportunità che ci offre il digitale in un’ottica molto più ampia. Altri settori industriali, abbiamo attraverso l’utilizzo di dati sempre più precisi, di algoritmi sempre più sofisticati, sono riusciti a dare ai consumatori un’esperienza completamente diversa  completamente.  Basti pensare  alla prenotazione di un taxi  o alla ricerca di un appartamento per una vacanza. Nel mondo della Salute potrà succedere veramente qualcosa di rivoluzionario, perché non si parla soltanto di un modo diverso di ingaggiare i propri tradizionali stakeholder, come il medico, le Istituzioni, i player o anche i pazienti. Attraverso il digitale si può veramente rivoluzionare il modo in cui le cure raggiungono le persone”.

Capani fa alcuni esempi al riguardo: “Pensiamo a come potrà essere utile nella diagnostica  l’intelligenza artificiale, attraverso il riconoscimento delle immagini. È ormai appurato che questi algoritmi possono essere più precisi di una persona esperta. Ma l’opportunità  più grande è offerta dal mondo dei dati. Noi abbiamo acquisito un’azienda che studia il profilo genomico di alcuni tessuti tumorali. Quando siamo andati a guardare queste informazioni (350 geni analizzati), abbiamo visto che ogni persone sottoposta all’esame genetico aveva una patologia diversa dall’altra. Si aprono così nuove opportunità per questi pazienti, perché possono accedere a farmaci disponibili e studiati in altre terapie, piuttosto che partecipare a studi clinici attivi in tutte le parti del mondo.  Questo, chiaramente, pone anche degli interrogativi, che riguardano la modalità tradizionale della registrazione dei farmaci e la metodologia per ottenere il corretto rimborso”.

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