Capani (Roche): “Il digitale può rivoluzionare il modo in cui le cure raggiungono le persone”

Capani (Roche): “Il digitale può rivoluzionare il modo in cui le cure raggiungono le persone”
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“Piuttosto che parlare di sfide mi piace parlare di opportunità. Quello che viene definito il mondo digitale offre oggi delle opportunità nuove”. È questo il pensiero di Luigi Capani, Head of Business Excellence Region Europe di Roche.

“La multicanalità è già una realtà con cui Roche, come altre aziende,  si sta confrontando. Sicuramente è un’opportunità per raggiungere meglio – integrandolo con i nostri canali tradizionali – i medici attraverso i messaggi che noi vogliano veicolare.  Mi preme sottolineare che dobbiamo guardare alla sfida e all’opportunità che ci offre il digitale in un’ottica molto più ampia. Altri settori industriali, abbiamo attraverso l’utilizzo di dati sempre più precisi, di algoritmi sempre più sofisticati, sono riusciti a dare ai consumatori un’esperienza completamente diversa  completamente.  Basti pensare  alla prenotazione di un taxi  o alla ricerca di un appartamento per una vacanza. Nel mondo della Salute potrà succedere veramente qualcosa di rivoluzionario, perché non si parla soltanto di un modo diverso di ingaggiare i propri tradizionali stakeholder, come il medico, le Istituzioni, i player o anche i pazienti. Attraverso il digitale si può veramente rivoluzionare il modo in cui le cure raggiungono le persone”.

Capani fa alcuni esempi al riguardo: “Pensiamo a come potrà essere utile nella diagnostica  l’intelligenza artificiale, attraverso il riconoscimento delle immagini. È ormai appurato che questi algoritmi possono essere più precisi di una persona esperta. Ma l’opportunità  più grande è offerta dal mondo dei dati. Noi abbiamo acquisito un’azienda che studia il profilo genomico di alcuni tessuti tumorali. Quando siamo andati a guardare queste informazioni (350 geni analizzati), abbiamo visto che ogni persone sottoposta all’esame genetico aveva una patologia diversa dall’altra. Si aprono così nuove opportunità per questi pazienti, perché possono accedere a farmaci disponibili e studiati in altre terapie, piuttosto che partecipare a studi clinici attivi in tutte le parti del mondo.  Questo, chiaramente, pone anche degli interrogativi, che riguardano la modalità tradizionale della registrazione dei farmaci e la metodologia per ottenere il corretto rimborso”.

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