HIV: oltre a quelli di Sanofi e GSK, ci sarà un vaccino australiano?

25 novembre, 2016 nessun commento


Per il momento è stato testato solo sugli animali da laboratorio, ma il nuovo approccio, messo a punto da ricercatori australiani per prevenire le infezioni da HIV, sembra interessante. Si tratta di una protezione a livello delle mucose, con un vaccino che stimola la risposta immunitaria direttamente nel sito più esposto all’infezione. La ricerca, completata da scienziati dell’Università di Adelaide e del Basil Hetzel Institute al Queen Elizabeth Hospital di Adelaide, è stata pubblicata su Scientific Reports di Nature.

Per lo studio, i ricercatori hanno indotto un’infezione naturale nei topi con un virus che conteneva le proteine dell’HIV, stimolando la risposta immunitaria. Inoltre, hanno somministrato un vaccino a base di DNA progettato per generare immunità a livello sistemico. “Questo approccio sfrutta entrambe le parti del sistema immunitario: i globuli bianchi che attaccano i virus e gli anticorpi specifici che riconoscono e legano le cellule HIV-positive”, ha dichiarato Branka Grubor-Bauk, immunologo al Basil Hetzel Institute. Lo studio, durato quattro anni, ha dimostrato che il sistema immunitario avrebbe reagito attivamente per la protezione delle mucose contro l’HIV, un importante passo avanti nel tentativo di difendersi contro il virus proprio nel sito dell’infezione. Infatti, uno dei motivi per cui i test su altri vaccini non hanno funzionato è che questi non inducevano una adeguata risposta immunitaria a livello delle mucose genitali. E dopo i primi promettenti risultati, Grubor-Bauk e colleghi sperano di ottenere più fondi per approfondire la ricerca e cercare di arrivare alla sperimentazione sull’uomo. Dall’altra parte del mondo, invece, altri scienziati hanno lanciato una fase III di sperimentazione su 5.400 pazienti in Sud Africa. Lo scopo è testare l’efficacia di due vaccini ancora in studio, uno di Sanofi e l’altro di GlaxoSmithKline. Se lo studio dimostrerà una capacità di proteggere dall’infezione di almeno il 50%, la combinazione potrebbe diventare il primo vaccino preventivo ad essere approvato contro l’HIV.

 

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