Fondazione Toscana Life Sciences: Regions4PerMed per la Medicina di Precisione

4 dicembre, 2018 nessun commento


“Regions4PerMed: Interregional coordination for a fast and deep uptake of personalised health” è un progetto europeo incentrato sul ruolo cruciale delle regioni per l’implementazione dei programmi di medicina di precisione, che vede l’Italia protagonista con la Fondazione Toscana Life Sciences come coordinatore del progetto (Regione Toscana) e la Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (Regione Lombardia).

Il lavoro si concentrerà su big data, sistemi integrati in sanità, innovazione, policy maker, aspetti socio-economici e industria della salute.

Dall’Europa assegnati 1,7 milioni di euro per un percorso quadriennale che ha l’obiettivo di coinvolgere fino a 180 diverse regioni e oltre 1.000 stakeholder.

“La dimensione regionale rappresenta il giusto equilibrio tra massa critica e capillarità di azione, assolutamente necessario per l’implementazione di strategie innovative. Allo stesso modo, realtà come Toscana Life Sciences rappresentano il luogo ideale dove far dialogare pubblico e privato e potenziarne le opportunità, consapevoli che gli investimenti in innovazione vanno anche nella direzione di una maggiore sostenibilità dei sistemi sanitari – dichiara Andrea Frosini, Responsabile UVaR (Ufficio per la valorizzazione della ricerca farmaceutica e biomedica) di Toscana Life Sciences – Siamo onorati di coordinare un progetto di questa portata e ci impegneremo proseguendo un percorso che ci vede già coinvolti a livello regionale attraverso il neocostituito Centro Regionale per la Medicina di Precisione, primo esempio di questo tipo in Italia, in collaborazione con Regione Toscana, Università di Siena e Azienda Ospedaliero-universitaria Senese”.

Una sfida, quella della medicina personalizzata, colta ormai da molti Paesi ma che, se da un lato rappresenta una vera rivoluzione in termini medico-scientifici e organizzativi, dall’altro affronta e cerca di rispondere ad alcune criticità in termini di sostenibilità, privacy, etica. Perché le enormi potenzialità di questo nuovo approccio, non solo alla cura ma anche e soprattutto in termini predittivi e preventivi, non restino teoria ma possano rappresentare veramente il futuro prossimo della scienza e della medicina, è dunque fondamentale un intervento che definisca le linee guida di implementazione a supporto dei futuri programmi di ricerca e innovazione sul tema.

“In futuro la Commissione Europea (Stati membri e regioni) dovrebbe sempre più impegnarsi in investimenti su sistemi di integrazione di dati genomici, clinici e ambientali per permettere alla ricerca scientifica di avanzare – afferma Paola Ricciardi Castagnoli, Immunologa, Direttore Scientifico Fondazione Toscana Life Sciences – Da queste attività nascerà la medicina del futuro dove sarà possibile intervenire molto più precocemente sullo sviluppo delle patologie attraverso l’identificazione di biomarkers prognostici. I pazienti saranno trattati con farmaci più adeguati e scelti su una base precisa di conoscenza del genoma e dell’espressione genica del singolo paziente. Per questo i programmi come l’iniziativa MEGA, dell’alleanza europea per la medicina di precisone, di sequenziare un milione di genomi di pazienti europei e rendere i dati accessibili a tutti, è sicuramente un buon risultato ma non basta – conclude Castagnoli – Basti pensare al programma di medicina personalizzata appena lanciato dalla Cina con 9 miliardi di dollari di investimento e il sequenziamento di molti milioni di genomi asiatici o all’Alleanza Globale per la Genomica e la Salute firmata da oltre 500 organizzazioni scientifiche internazionali per lo sviluppo di standards condivisi per l’analisi di Big Data che verranno generati dalla post-genomica. Per non restare indietro in questa sfida, anche tecnologica, l’Europa e i singoli paesi e le Regioni europee si stanno organizzando”.

Un futuro nel quale la UE crede molto se consideriamo che nei bandi Horizon2020 sono ben 170 i progetti dedicati alla medicina personalizzata per i quali sono stati stanziati circa 870 milioni di euro dalla Commissione Europea (ai quali vanno aggiunti altri 40 progetti del programma IMI – Innovative Medicine Initiative) e lo stesso vale in termini di strategie regionali innovative per la smart specialisation (RIS3), con 52 regioni che stanno già sviluppando policy adeguate sul tema della medicina personalizzata.

Verso nuovi modelli sanitari
La trasformazione dei sistemi sanitari da modelli di cura reattivi a sistemi predittivi e preventivi e, dunque, l’implementazione del paradigma della medicina personalizzata, richiede la collaborazione e l’allineamento tra molteplici attori e programmi europei sia tra Stati membri ma soprattutto tra regioni europee, al fine di costruire un piano d’azione integrato per favorire l’innovazione nel settore.

In quest’ottica il progetto, basato sul dialogo tecnico con i massimi esperti internazionali e che ha già coinvolto quasi 50 regioni europee, affronterà temi quali intelligenza artificiale e cartelle cliniche elettroniche, telemedicina e procurement innovativo, per individuare i maggiori ostacoli a un pieno sviluppo della medicina personalizzata, nonché indicare quali investimenti (anche congiunti a livello interregionale) poter attivare.

Il lavoro sarà supervisionato dal punto di vista tecnico e scientifico anche da un Advisory Board composto da figure di spicco del mondo dell’Industria, dell’Università, delle Aziende ospedaliere o appartenente ad altri Istituti del settore salute.
“Regione Lombardia partecipa con interesse al progetto “Regions4PerMed” che sviluppa il ruolo strategico delle regioni nell’implementazione di strategie innovative nell’ambito delle politiche della salute – spiega Maurizio Bersani, Direttore Struttura Progettazione e Sviluppo Piani della Direzione Generale Sanità di Regione Lombardia – Attraverso la Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica condivideremo e svilupperemo con i partner strategie sulla gestione dei big data e degli electronic medical records, sulla capacità di integrazione in sanità e la qualità del data management con un focus particolare sulla gestione delle malattie croniche e rare al fine di promuovere la dignità della persona e la qualità della vita”.

 

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