Farmaci: tsunami biosimilari per la Top Ten 2017?

13 dicembre, 2016 nessun commento


Humira (AbbVie) ancora una volta in cima alla lista dei farmaci più venduti. Nel 2017 dovrebbe incassare 17,6 miliardi di dollari. Una cifra che molte case farmaceutiche sottoscriverebbero per il proprio intero portfolio. Ma come osservano molti analisti, AbbVie non può contare sulla crescita di Humira per troppo tempo ancora: le versioni biosimilari potrebbero arrivare sul mercato già nel 2018.

La “minaccia biosimilari” riguarda altri sei farmaci della Top Ten 2017. Quali, invece, sono al riparo da questo annunciato tsunami? Due su tutti. Secondo EvaluatePharma, Revlimid, che ha alimentato la crescita di Celgene per anni, non dovrebbe fermarsi e dovrebbe arrivare a toccare i 13 miliardi di dollari entro il 2022, dagli 8,1 miliardi attesi per il prossimo anno. Il vaccino pneumococcico Prevnar 13 di Pfizer ha ancora una lunga vita protetta da brevetto e 6 miliardi di vendite previste nel 2017. Non cambia rispetto al 2016, in parte perché Prevnar è vittima del suo stesso successo: ha penetrato il mercato così rapidamente che in futuro ci saranno minori margini di guadagno.

La Top Ten 2017
Nel 2017 Pfizer sarà ancora in cima alle vendite dei farmaci su prescrizione e degli OTC – EvaluatePharma  fissa le sue vendite 2017 a 49,9 miliardi di dollari – grazie anche al portfolio di Hospira. Novartis e Roche si contenderanno i un appassionante testa a testa la seconda e la terza posizione, ciascuna con 42,5 miliardi di dollari. Sanofi, Merck & Co, J&J e GlaxoSmithKline occuperanno il centro della classifica, con stime dei profitti dai 39,9 miliardi di dollari (Sanofi) ai 31,2 miliardi (GSK). AbbVie, Gilead e il colosso dei generici Teva completano la Top Ten, con entrate sui 25 miliardi di euro.

Gilead sotto osservazione
In linea con altri farmaci del mercato dell’epatite C, Harvoni di Gilead Sciences è in fase di declino, come evidenziato da una proiezione delle vendite reali di 7 miliardi di dollari per il prossimo anno; un calo rispetto ai quasi 10 miliardi di quest’anno. L’intero comparto dell’epatite C dell’azienda, tra cui il farmaco pan-genotipico Epclusa, è stimato a 11,7 miliardi di dollari per il 2017. EvaluatePharma lo ha definito “un impero in declino”, con vendite 2016 del franchise di 14,9 miliardi di dollari, più dell’intera guidance ai profitti di Celgene del 2016, che si attesta a 11,2 miliardi di dollari. La big pharma è sotto pressione e gli investitori non sono contenti dei risultati finora ottenuti. “Tuttavia Gilead ha le potenzialità per essere ancora protagonista nel 2017”, sostiene EvaluatePharma.

Gli obiettivi “sensibili” dei biosimilari
Tornando alla minaccia dei biosimilari, Lantus è sceso di alcune posizioni rispetto al ranking 2016 di EvaluatePharma – da 6,9 miliardi di dollari a 5,2 miliardi – grazie a un biosimilare di Eli Lilly e Boehringer Ingelheim. Pfizer è già in pista con un biosimilare di Remicade negli USA. Nel frattempo, l’unità Sandoz di Novartis ha l’approvazione di FDA per una versione biosimilare di Enbrel, anche se Amgen sta combattendo una battaglia legale per lanciarlo. Lo stesso vale per i tre grandi farmaci Roche Rituxan, Avastin e Herceptin – rispettivamente al terzo, quarto e sesto posto delle top ten dei più venduti – tutti soggetti a concorrenza da parte dei biosimilari nei prossimi anni. Nonostante la possibilità di un cambio al vertice della FDA, delle nuove regole per velocizzare lo sviluppo dei farmaci previste dal 21st Century Cures Act e una possibile azione del Governo USA sul prezzo dei farmaci, non dovremmo assistere a grandi cambiamenti, eccezion fatta per le megafusioni.

 

 

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