Ema, una settimana dopo. Ecco il piano d’emergenza per il personale

27 novembre, 2017 nessun commento


La scelta – o meglio, la designazione al sorteggio – di Amsterdam quale nuova sede dell’Ema  segna la fine di un periodo di incertezza e di turbolenze per il regolatore europeo dei farmaci. A settembre l’agenzia aveva reso noto un sondaggio di gradimento tra i dipendenti, che aveva identificato 10 città nelle quali il 50% o più dei dipendenti Ema sarebbero stato disposto a trasferirsi. Il sondaggio aveva anche rilevato che oltre il 30% dei dipendenti era disposto a trasferirsi in altre otto potenziali città ospitanti. Amsterdam era in cima alle preferenze del personale. L’Ema aveva acceso i riflettori su come una scelta sbagliata della sede avrebbe potuto comportare la fuoriuscita di molti dei suoi 900 dipendenti, rendendo in pratica l’agenzia incapace di operare. La conseguenza sarebbe stata “disfacimento del mercato unico per i farmaci dell’UE ” e una crisi della sanità pubblica. Ed Ema aveva già fatto alcune contromosse. Per affrontare l’emorragia di personale, l’ente regolatorio aveva stipulato accordi  con agenzie di collocamento per quasi 32 milioni di sterline, (42 milioni di dollari), in modo da avere a disposizione personale qualificato, anche temporaneo, in diverse posizioni lavorative. “Fino ad ora l’attenzione si è concentrata inevitabilmente sulla futura sede dell’EMA. Ma da oggi in poi l’attenzione dovrebbe passare alla procedura di trasferimento in modo da garantire la sicurezza dei pazienti e l’efficacia del controllo sulla salute pubblica durante questa complessa transizione e anche in futuro. Esortiamo sia il Regno Unito che l’UE a mettere i pazienti al primo posto e ad assicurare con un accordo globale la cooperazione in materia di sicurezza dei medicinali, regolamentazione e offerta dei prodotti “, dice l’Association of the British Pharmaceutical Industry. L’Emexit è ufficialmente cominciata.

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