Ecco come cambierà la politica prezzi dei farmaci

21 luglio, 2016 nessun commento


Donald Trump o Hillary Clinton? Poco importa. Secondo il CEO di Novartis, Joe Jimenez, la politica dei prezzi dei farmaci negli USA subirà comunque un cambiamento dopo le elezioni. È questo, in estrema sintesi, il messaggio dell’intervista che Jimenez ha rilasciato al The Financial Times.

Entrambi i candidati hanno promesso di agire per abbassare i prezzi dei farmaci. Hillary Clinton ha proposto di importare i medicinali, in particolare quelli che in America hanno un prezzo almeno doppio rispetto ad altri Paesi, pur mantenendo la conformità con la FDA. Una soluzione condivisa da Trump. Tuttavia, secondo Jimenez, i prezzi potranno aumentare anche in altri Stati, soprattutto in Europa.

Sconti sulla base delle performance
Secondo il CEO di Novartis la soluzione, dunque, sarebbe quella di andare verso un sistema di rimborso sulla base degli effettivi risultati clinici, come quelli che Novartis ha recentemente messo a punto negli USA con le assicurazioni sanitarie Cigna e Aetna. Gli accordi si basano su sperimentazioni che hanno dimostrato come Entresto, il nuovo farmaco di Novartis contro l’insufficienza cardiaca, riesca ad evitare il ricovero dei pazienti. Se il farmaco funziona come promesso, gli sconti si ridurranno, mentre se non funziona, aumenteranno. Anche Sanofi, Regeneron e Amgen hanno siglato accordi simili con i contribuenti per i loro farmaci che contrastano l’aumento del colesterolo.

Jimenez è un grande sostenitore di questo sistema di rimborsi, in quanto consentirebbe di puntare su farmaci realmente innovativi ed efficaci. A lungo andare, inoltre, si potrà risparmiare molto anche sui costi sanitari. E la pressione sui prezzi ha fatto sentire la sua influenza negativa sulle vendite di Novartis, ha dichiarato l’azienda svizzera nel presentare i dati del Q2. L’erosione dei prezzi avrebbe portato giù le vendite dei generici di Sandoz del 5%, contro un aumento dei volumi di vendita dell’8%.

 

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