Diabetologi, abolire del tutto piani terapeutici per il diabete

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Abolire prima possibile i piani terapeutici relativi ai farmaci anti-diabete, che e’  una malattia cronica ‘senza scadenze’ e comunque prorogarli con urgenza in considerazione dell’attuale emergenza Covid e semplificare la prescrizione dei farmaci innovativi: sono le richieste unanimi delle principali associazioni scientifiche e professionali della Diabetologia italiana in una lettera ufficialmente indirizzata all’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) in occasione della Giornata Mondiale del Diabete che si tiene sabato 14 novembre.

Vista la preoccupante emergenza sanitaria in corso, i diabetologi chiedono che siano definitivamente aboliti i Piani Terapeutici per la prescrizione in regime di rimborsabilita’  dei farmaci contro il diabete, e che sia estesa ai medici di Medicina Generale la possibilita’ di prescrivere anche i farmaci anti-diabetici di ultima generazione.  “Abbiamo piu’  volte riferito l’importanza di far valere i piani terapeutici sine die – sottolinea il Presidente della Societa’ Italiana di Diabetologia Francesco Purrello dell’Universita’  di Catania – anche in considerazione del fatto che i farmaci prescritti sono ormai in uso da tempo e sono sicuri, inoltre sono fondamentali non solo per gestire la malattia ma anche per prevenire le complicanze renali e cardiovascolari di essa”.

La compilazione dei piani terapeutici sottrae risorse e tempo preziose agli specialisti – rileva Francesco Giorgino, Presidente della Societa’  Italiana di Endocrinologia, che potrebbero essere meglio impiegate per i pazienti”.    Sicurezza ed efficacia delle terapie innovative sono ormai avvalorate da anni di uso clinico, ribadisce Paolo Di Bartolo, Presidente dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD). “Oggi ci troviamo con sale d’attesa piene di persone che si recano in ospedale per atti amministrativi, per farsi mettere un timbro; cio’  appare una follia specie in questo momento storico. Dobbiamo da subito avere un provvedimento che proroghi i piani terapeutici – conclude – e poi subito dopo la loro abolizione e la possibilita’  che i MMG possano prescrivere i farmaci innovativi, tutto questo deve avvenire ora, non ha senso che avvenga tra sei mesi, l’urgenza pandemica e’ ora”.

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