COVID, CureVac: accordo con Governo UK per studiare candidati vaccini contro le nuove varianti del virus

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CureVac e la task force del Regno Unito focalizzata sui vaccini studieranno insieme le diverse varianti del virus SARS-CoV-2 con l’obiettivo di sviluppare nuovi candidati vaccini.

Se verranno approvati, tutti i vaccini prodotti in seguito a questo accordo saranno distribuiti nel Regno Unito e nei suoi territori d’oltremare. È prevista una fornitura iniziale di 50 milioni di dosi che saranno prodotte nel Regno Unito.

La Gran Bretagna ha identificato una variante del virus SARS-CoV-2, chiamata B.1.1.7 o, semplicemente, variante britannica, nell’autunno del 2020. Altre varianti sono state scoperte in Sud Africa e in Brasile. Negli ultimi mesi, i tre nuovi ceppi virali sono stati identificati anche dai CDC  negli Stati Uniti.

“L’accordo contribuirà a garantire che il Regno Unito sia preparato al meglio contro l’emergere di qualsiasi nuova variante significativa del virus. Infatti, i vaccini a mRNA possono essere rapidamente e più facilmente adattati per essere efficaci anche contro le nuove varianti rispetto alle tecnologie vaccinali tradizionali”, ha affermato Clive Dix, presidente ad interim della task force vaccini del Regno Unito. “Stiamo costantemente monitorando il virus in modo da poter identificare qualsiasi nuova variante pericolosa il più rapidamente possibile. Come parte di questo accordo, CureVac e il Governo del Regno Unito valuteranno e selezioneranno diverse varianti con lo scopo di produrre vaccini contro di esse”.

Gli studi clinici condotti da Pfizer, Moderna e dall’Università di Oxford si sono conclusi prima che le varianti attuali iniziassero a rendere conto di una percentuale significativa di casi di COVID-19.

Da allora Moderna ha presentato dati di studi in vitro che evidenziano l’efficacia del suo vaccino anche contro la variante britannica, mentre Novavax ha riportato i dati relativi all’efficacia suo candidato testato contro le varianti britannica e la sudafricana.

Uno studio di fase 3 ha testato il candidato di Novavax su 15.000 pazienti e ha scoperto un’efficacia dell’89,3% contro il ceppo britannico, mentre un altro studio di fase 2b, di dimensioni più piccoli, non ha fatto registrare un’efficacia apprezzabile contro la variante sudafricana.  Novavax ha iniziato a lavorare contro i nuovi ceppi virali emergenti all’inizio di gennaio.

Moderna, intanto, sta per cominciare studi preclinici e di fase 1 relativi a una versione del suo vaccino progettata per proteggere dalla variante sudafricana.

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