COVID-19: COVAX abbassa l’obiettivo di immunizzazione dei Paesi poveri

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(Reuters) – Il programma globale di fornitura di vaccini anti COVID-19 ai paesi poveri ha subito per quest’anno un ridimensionamento di quasi il 30% rispetto al precedente obiettivo di 2 miliardi di dosi. Lo hanno dichiarato le organizzazioni internazionali che lo gestiscono.

Il capo della GAVI Vaccine Alliance, Seth Berkley, che sponsorizza il programma COVAX insieme all’Organizzazione Mondiale della Sanità, all’Unicef e alla Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI), ha chiesto insistentemente ai paesi ricchi di condividere un maggior numero di dosi con le nazioni più povere.

 

In una dichiarazione congiunta, le organizzazioni hanno attribuito a una serie di fattori negativi la decisione di ridurre l’obiettivo di COVAX a 1,425 miliardi di dosi. Tra questi, la diminuzione delle esportazioni da parte del Serum Institute of India (SII), un importante fornitore, i problemi di produzione di Johnson & Johnson e di AstraZeneca, e i ritardi nella revisione normativa dei vaccini sviluppati dalla società biotech statunitense Novavax e dalla cinese Clover Biopharmaceuticals.

“Questo è ovviamente un male per il mondo intero poiché abbiamo visto le terribili conseguenze che si manifestano quando il virus viene lasciato circolare senza controllo – dice Seth Berkley – Non possiamo permetterci ulteriori ritardi perché ci sono operatori sanitari e anziani che hanno ancora bisogno di protezione nelle nazioni a basso reddito”.

Nella dichiarazione congiunta si afferma che il traguardo di 2 miliardi di dosi dovrebbe essere raggiunto da COVAX nel primo trimestre del 2022.

Fonte: Reuters Health News
(Versione italiana Daily Health Industry)

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