Celgene, ottima performance della pipeline nel Q1

10 maggio, 2018 nessun commento


(Reuters Health) – Per Celgene Q1 migliore del previsto. I profitti hanno superato le stime di Wall Street del 19,4%, attestandosi a 3,54 miliardi rispetto ai 3,46 miliardi previsti. E per ozanimod non è finita: la big pharma statunitense ha annunciato che richiederà nuovamente l’approvazione del trattamento contro la sclerosi multipla all’inizio del 2019. Le azioni di Celgene sono salite del 4%,. “Siamo molto fiduciosi per ozanimod”, ha detto il CEO Mark Alles agli analisti, che ha annunciato anche le presentazione alla FDA, entro la fine del 2018, di fedratinib contro la mielofibrosi. Per la terapia CAR-T candidata, JCAR017, contro i tumori del sangue, bisognerà attendere fino al 2019. Celgene si è assicurata questi prodotti con le recenti acquisizioni di Impact Biomedicines e di Juno Therapeutics. Alles ritiene che queste due soluzioni terapeutiche consentiranno alla biotechUSA di recuperare il ritardo accumulato con la falsa partenza di ozanimod, mantenendo i suoi obiettivi di fatturato per il 2020. Gli utili del Q1 si sono attestati a 2,05 dollari per azione, superando le aspettative medie degli analisti di 9 centesimi, secondo quanto previsto da Thomson Reuters I / B / E / S. Celgene si aspetta ora che le entrate del 2018 raggiungano i 14,4 miliardi di dollari, contro una previsione di 14,8 miliardi di dollari. Gli utili rettificati per il 2018 sono pari a 8,95 dollari per azione, in aumento rispetto alla precedente stima di 8,70-8,90 dollari. Ciò esclude il costo dell’acquisizione di Juno che porterebbe l’EPS corretto per l’intero anno a circa 8,45 dollari. Le vendite di Revlimid, sospinte da una maggiore longevità di utilizzo contro il mieloma multiplo, sono aumentate di circa il 19% raggiungendo i 2,23 miliardi di dollari. Questa cifra è superiore alle stime degli analisti che si attestavano a 2,21 miliardi. Le vendite di Otezla, farmaco contro la psoriasi, sono aumentate del 46% (arrivando a 353 milioni di dollari), aiutate anche da un’aggressiva campagna pubblicitaria negli USA. La cifra è superiore alle stime, così come quella derivata dalle vendite dei farmaci antitumorali Pomalyst e Abraxane (rispettivamente 453 e 262 milioni dollari).

Fonte: Reuters Health News

(Versione italiana per Daily Health Industry)

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