bluebird bio, nuovi dati a sostegno della terapia genica una tantum beti-cel per la β-talassemia

Condividi:
Share

bluebird bio ha presentato nei giorni scorsi i dati di diversi studi sulla terapia genica betibeglogene autotemcel (beti-cel) in pazienti con β-talassemia trasfusione-dipendente (TDT). I dati sono stati presentati in occasione dell’edizione virtuale dell’EHA2021, il 26° Congresso annuale della European Hematology Association, che si svolge dal 9 al 17 giugno 2021.

“I dati clinici che stiamo acquisendo nel tempo continuano a produrre i risultati che avevamo sperato, con pazienti liberi da trasfusioni che mantengono livelli di emoglobina elevati nel corso degli anni1”, osserva Richard Colvin, Chief Medical Officer ad interim di bluebird bio. “La TDT viene solitamente diagnosticata nei primi due anni di vita e i pazienti affetti da questa malattia hanno bisogno di trasfusioni di sangue regolari per tutta la vita – generalmente ogni poche settimane. Pertanto, non avere più bisogno di trasfusioni di sangue continue sarebbe davvero risolutivo per questi pazienti e per le loro famiglie”,

La TDT è una malattia genetica grave causata da mutazioni del gene della β-globina in grado di ridurre o diminuire in modo significativo i valori dell’emoglobina (Hb). Per sopravvivere, le persone con TDT hanno bisogno di trasfusioni di sangue croniche per mantenere adeguati livelli di Hb. Le trasfusioni comportano il rischio di un progressivo danno multiorgano dovuto all’inevitabile sovraccarico di ferro.

Beti-cel è una terapia genica una tantum che aggiunge copie funzionali di una forma modificata del gene della β-globina (gene della βA-T87Q-globina) nelle cellule staminali ematopoietiche (del sangue) del paziente. Una volta introdotto il gene della βA-T87Q-globina, il paziente è potenzialmente in grado di produrre HbAT87Q, emoglobina dell’adulto derivata dalla terapia genica, in quantità tale da eliminare o ridurre significativamente la necessità di trasfusioni.

Negli studi su beti-cel, l’indipendenza dalle trasfusioni è definita come la mancanza della necessità di trasfusioni di globuli rossi per almeno 12 mesi, mantenendo una Hb media ponderata di almeno 9 g/dl.

“Molti dei miei pazienti, alcuni dei quali molto giovani, hanno bisogno di trasfusioni a distanza di poche settimane per sopravvivere”, spiega Evangelia Yannaki, direttore del Centro di terapia genica e cellulare, Dipartimento di ematologia, Ospedale George Papanicolaou, Salonicco, Grecia. “Nonostante il beneficio delle trasfusioni, la dipendenza da queste comporta complicanze come il sovraccarico di ferro , compromettendo gravemente la qualità di vita. I dati a lungo termine di beti-cel presentati all’EHA sono particolarmente incoraggianti, in quanto i marcatori della produzione di globuli rossi sani e la riduzione del carico di ferro risultano migliorati tra i pazienti che hanno raggiunto l’indipendenza trasfusionale.”

Alla data di chiusura dei dati il 9 marzo 2021, un totale di 63 pazienti con TDT di tutti i genotipi ed età, compresi 19 pazienti con almeno cinque anni di follow-up, 8 con almeno sei anni e 2 fino a sette anni, sono stati trattati con beti-cel negli studi di Fase 1/2 HGB-204 (Northstar) e HGB-205, e negli studi di Fase 3 HGB-207 (Northstar-2) e HGB-212 (Northstar-3).

Notizie correlate

Lascia un commento