Biogen: fino a 6 miliardi di dollari se vende portfolio emofilia

13 aprile, 2016 nessun commento


In caso di vendita del portfolio sull’emofilia, Biogen potrebbe guadagnare fino a 6 miliardi di dollari.

Geoffrey Porges, analista di Leerink, ha inviato una nota ai clienti annunciando che la vendita sarebbe la scelta migliore per l’azienda. Sebbene Leerink dia un valore al business dell’azienda legato all’emofilia  pari a 5,9 miliardi di dollari (basandosi sulla lunga vita brevettuale dei due farmaci,  Alprolix e Eloctate, di nuova commercializzazione), la Biogen “potrebbe rinunciare ad avvalersi di quest’area terapeutica, giacché l’azienda sta concentrando i suoi interessi e il suo portfolio sui trattamenti per i disturbi neurologici”,

I farmaci, lanciati nel 2014 e con copertura brevettuale fino al 2030, dovrebbero arrivare quest’anno a 800 milioni di dollari di vendite e sono stati sviluppati con la Swedish Orphan Biovitrum AB (Sobi). Tenendo conto dei termini di negoziazione tra le due società, l’agenzia Leerink prevede che la cessione dell’unità potrebbe produrre 6 miliardi di dollari in più, visto il potenziale ciclo di vita dei farmaci. Chi potrebbe comprare? Secondo Leerink si possono eliminare diverse aziende con programmi già avviati in quest’area, come Bayer e Shire, anche se “Novo Nordisk e Pfizer potrebbero essere interessate”. Anche Merck, Abbvie e Amgen, società da lungo tempo proiettate verso farmaci iniettabili per specialità, potrebbero prendere in considerazione l’investimento.

Per quanto riguarda la Biogen, il parere di Leerink è che la società dovrebbe focalizzarsi su ciò che conosce meglio, ovvero il suo portfolio sulla sclerosi multipla, che costituisce l’80% del suo fatturato, e nel lungo periodo la sua pipeline con grande potenziale per i trattamenti delle malattie neurologiche tra cui il morbo di Alzheimer, il Parkinson e la sclerosi laterale amiotrofica.

Mantenendo invece i farmaci per l’emofilia la società potrebbe correre il rischio di imbattersi lungo il percorso delle nuove terapie geniche attualmente in corso di sviluppo, “materia su cui la Biogen non ha una conoscenza così puntuale” aggiunge Porge.”Inoltre, nonostante le migliori intenzioni della società, gli investitori si sono quasi esclusivamente concentrati sulla performance e le prospettive della sclerosi multipla e sul potenziale del suo programma sulla fase tardiva della malattia di Alzheimer”, ha concluso Porges.

Il CEO di Biogen George Scagnos ha detto che l’investimento nel campo dell’emofilia era già stato fatto quando ha assunto la sua posizione nel 2010, ma ha riconosciuto che non era strategico rispetto al resto del portafoglio della società.

Biogen potrebbe anche usare la vendita per rientrare,  visti i tagli di centinaia di dipendenti e di investimenti in ricerca che ha dovuto affrontare lo scorso anno.

 

 

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