Bayer, spin off per crescere ancora?

3 ottobre, 2018 nessun commento


Bayer dovrebbe prendere in considerazione l’eventualità di dividersi ora che l’acquisizione da 63 miliardi di dollari di Monsanto è stata definita? Si tratta di una vexata quaestio che in questi giorni, negli USA, è tornata di attualità. Separare l’industria farmaceutica dal business delle coltivazioni potrebbe consentire alla pharma tedesca di concentrarsi meglio e di liberare potenzialmente liquidità per effettuare accordi di licenza che rafforzerebbero la sua pipeline. Di questo parere è Wimal Kapadia, analista di Bernstein.

L’analisi della pipeline
L’anticoagulante orale Xarelto, sviluppato con Johnson & Johnson, costituirà la principale fonte di reddito per Bayer negli anni a venire. Ha incassato 3,3 miliardi di Euro nel 2017 e attualmente si prevede un’entrata di circa 5,2 miliardi per la fine del 2018. Il previsto aumento delle vendite è dovuto in parte ai dati recenti che hanno dimostrato come Xarelto possa ridurre l’incidenza delle patologie a carico delle arterie periferiche degli arti.

Anche Eylea, sviluppato con Regeneron, continua a rendere molto. Bayer ha aumentato le sue previsioni di incasso portandole a 2,5 miliardi di Euro. Un livello ch potrebbe essere mantenuto per diversi anni, poiché i brevetti scadono intorno al 2025.

Ma altri prodotti appena lanciati non incasseranno più di tanto. Le terapie oncologiche, Xofigo e Stivarga, hanno avuto risultati inferiori alle aspettative. Il farmaco contro l’ipertensione polmonare, Adempas, potrebbe arrivare a un incasso di soli 100 milioni di Euro rispetto alle previsioni (500 milioni). L’antitumorale Nexavar e quello per l’emofilia (JivI) gareggeranno in un’arena estremamente competitiva.

Ipotesi spin off
Nonostante le stime di Bayer siano orientate verso un incasso di punta di 6 miliardi di euro, l’analista di Bernstein ritiene che 4 miliardi di euro siano più realistici. Quindi cosa potrebbe fare l’azienda per cambiare le cose? Uno spinoff, suggerisce Kapadia. Secondo l’analista, altre opzioni non sono praticabili, perché l’azienda ha le mani legate nel tentativo di estinguere il debito che ha contratto con l’acquisto di Monsanto. Per questo motivo, Kapadia ritiene che sia quasi impossibile che Bayer possa concludere accordi e merger da oltre 2 miliardi di euro fino al 2020.

Separare l’industria farmaceutica dal business delle coltivazioni potrebbe quindi essere “la migliore strategia” per ottenere buoni risultati. “I recenti colloqui tra gli investitori e i dirigenti societari suggeriscono che quest’ipotesi non sia stata scartata a priori”, ha scritto Kapadia nella nota agli investitori.

Se spin off non sarà, la vendita della BU della salute animale potrebbe essere una strada percorribile. considerando le pregresse esperienze di Pfizer con Zoetis e di Eli Lilly con Elanco, Kapadia è convinto che la cessione del business di Bayer per la salute degli animali dovrebbe valere almeno 7 miliardi di euro.

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