AstraZeneca: Tagrisso nuovo standard di cura per tumore al polmone?

11 settembre, 2017 nessun commento


Il farmaco contro il tumore del polmone Tagrisso (osimertinib), di AstraZeneca, attualmente somministrato come terapia di seconda linea, potrebbe diventare lo standard di cura per i pazienti con mutazioni EGFR. I dati presentati nel fine settimana al Congresso dell’European Society for Medical Oncology (ESMO), mostrano che Tagrisso è in grado di di produrre un vantaggio clinicamente significativo, in termini di sopravvivenza libera da progressione (PFS), rispetto alle terapie standard di prima linea (erlotinib e gefintinib) nel trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) localmente avanzato o metastatico con mutazione EGFR. Inoltre, Tagrisso ha fatto registrare una durata mediana di sopravvivenza di 18,9 mesi rispetto ai 10,2 della terapia standard. Il vantaggio nella sopravvivenza senza progressione si è mostrato coerente nei diversi sottogruppi di pazienti. Il farmaco dell’azienda inglese avrebbe infatti tagliato del 40% il rischio di peggioramento della malattia e di morte sia tra i pazienti che avevano metastasi al cervello, sia tra quelli che non le avevano. Ottimi risultati anche per quel che riguarda gli effetti collaterali: il 33,7% dei pazienti trattati con Tagrisso ha accusato un evento avverso di grado 3 o superiore e il 13,3% ha interrotto il trattamento a causa di effetti collaterali. Nel gruppo che seguiva lo standard di cura, invece, il 18,1% ha abbandonato la terapia e il 44,8% ha avuto effetti collaterali. Se riuscisse ad avere l’ok per essere utilizzato in prima linea, Tagrisso potrebbe essere somministrato a un maggior numero di pazienti. Al momento, però,l’azienda inglese sta ancora discutendo dell’eventualità con gli enti regolatori.

 

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