Alzheimer: Merck apre la strada degli inibitori BACE1

7 novembre, 2016 nessun commento


Merck ha pubblicato un corpus dei dati generati, fino a oggi, dal suo inibitore BACE1 contro la Malattia di Alzheimer. Il dossier include i risultati di uno studio di fase Ib di sette giorni,  su 32 persone, che lega il farmaco a bassi livelli di peptide beta-amiloide 40 e ad altri biomarker dell’Alzheimer. I dettagli dello studio sono stati condivisi  per la prima volta nel 2013: i pazienti sono stati randomizzati per ricevere l’inibitore BACE1 verubecestat o un placebo. Dopo sette giorni, la casa farmaceutica ha esaminato le concentrazioni di beta-amiloide 40 e di altri aminoacidi legati alla formazione di placche amiloidi. Nella coorte che ha preso la dose più alta, i livelli di beta-amiloide erano scesi del 90% nelle 24 ore in cui i pazienti erano stati monitorati.

Se tali ribassi si tradurranno in miglioramenti della funzione cognitiva, è una domanda alla quale potranno dare risposta due studi di Fase III, i cui dati saranno presentati alla fine del prossimo anno. Merck sta reclutando 1500 pazienti con decadimento cognitivo lieve per uno studio, e ha già reclutato 2.221 persone con Malattia di Alzheimer lieve o moderato per l’altro.

La casa farmaceutica ha presentato i risultati dello studio di fase Ib in un articolo su Science Translational Medicine che ha anche raccolto i dati generati negli animali e nei volontari sani. Gli studi sugli animali evidenziano una riduzione a lungo termine dei livelli di beta-amiloide, senza segni di tossicità epatica né sugli animali, né sui volontari sani. Nel 2013 sia Eli Lilly che Roche avevano interrotto due studi sui loro candidati inibitori BACE 1; il candidato Eli Lilly era stato stoppato per test biochimici epatici anormali, mentre Roche non aveva fornito spiegazioni per il ritiro dela sua molecola.

Merck “apriprista”
Merck fa quindi da apripista in questo campo. Altre aziende, tra cui Biogen e Eisai, hanno spostato i loro programmi di studio in Fase III all’inizio di quest’anno. AstraZeneca e Lilly passeranno in fase avanzata dopo aver superato lo studio di fase I/II,  che ha avuto bisogno di un riesame della sicurezza.Ogni azienda spera che BACE1 sia all’altezza del suo ipotetico fatturato. L’interesse per l’approccio è sostenuto dalle prove del ruolo che l’enzima BACE1 gioca nella produzione di beta amiloide.

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