AbbVie e RSE, energia per innovare il futuro

AbbVie e RSE, energia per innovare il futuro
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Dopo la pandemia le imprese devono ripartire affrontando un percorso che passa attraverso la transizione energetica 4.0, per conseguire gli obiettivi di sostenibilità, digitalizzazione e competitività. È necessario, quindi, rendere efficiente il sistema.

In quest’ottica si colloca l’accordo firmato tra AbbVie e RSE (Ricerca del Sistema Energetico, ente di ricerca pubblico del gruppo GSE), che oggi hanno dato vita all’evento online: “Energia per innovare il futuro. Imprese sostenibili e smart: le nuove strategie di efficienza energetica per la ripresa all’insegna del Piano Transizione 4.0”.

Obiettivo dell’accordo è quello creare un’importante occasione per promuovere una nuova cultura dell’“efficienza di sistema” nel settore dell’industria che, prendendo spunto dall’analisi dell’esperienza, delle buone pratiche e dai risultati di un approccio di eccellenza di gestione dell’energia realizzato da AbbVie nel polo produttivo italiano, consenta la diffusione e la replicabilità di un “modello di transizione” in grado di coniugare efficienza, sostenibilità e produttività dell’impresa.

L’incontro ha permesso un’attenta analisi e valutazione dei nuovi strumenti messi a disposizione dal Governo attraverso il Piano Transizione 4.0, alla luce delle sfide concrete poste dalla ripartenza.

A confrontarsi su questi temi sono intervenuti, tra gli altri, l’Amministratore delegato di RSE Maurizio Delfanti, il Direttore di stabilimento AbbVie Italia Daniela Toia, Luca Restaino, Funzionario della Direzione generale per la Politica industriale, l’Innovazione e le Piccole e Medie Imprese del Ministero dello Sviluppo Economico e Massimo Beccarello, Vicedirettore per le politiche industriali di Confindustria.

I contenuti e i temi dell’accordo di collaborazione tra AbbVie e RSE sono stati invece illustrati dai referenti tecnici del programma: Marco Borgarello, Responsabile del Gruppo di ricerca di efficienza energetica RSE e Carlo D’Esposito, Energy manager AbbVie Italia.

“I programmi di ricerca di RSE supportano le Istituzioni nella pianificazione energetica, a partire dalla costruzione degli scenari alla base del PNIEC – Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima – ha affermato Maurizio Delfanti – e l’efficienza energetica, mirata alla competitività industriale, rappresenta una chiave di volta della sostenibilità. Oggi presentiamo un accordo di collaborazione con una realtà industriale importante, con lo spirito di creare una sinergia e un dialogo, per promuovere lo sviluppo industriale nella consapevolezza che sarà vero sviluppo solo se raggiungerà l’obiettivo di sostenibilità che l’Italia e l’Europa si sono date per i prossimi anni”.

“L’applicazione della ISO 50001, quale prima azienda del nostro settore e la gestione ottimizzata dell’energia e delle risorse con un approccio mirato all’“efficienza di sistema” fondano le premesse dell’accordo con RSE e l’analisi del caso AbbVie come esempio virtuoso replicabile – ha osservato Daniela Toia – Si tratta di una collaborazione, che oltre a fornire spunti di miglioramento per il nostro stesso sito, offre la possibilità di creare un cluster di imprese improntato alla condivisione delle esperienze, per la realizzazione e la facilitazione di interventi coerenti con le strategie di transizione energetica”.

Nel ricordare i significativi risultati ottenuti dal sito industriale AbbVie di Campoverde di Aprilia – un’autoproduzione dell’energia elettrica che tocca il 90% del fabbisogno, 100% dell’energia acquistata certificata green –  Daniela Toia ha quindi precisato che“il risparmio energetico, la sperimentazione di nuove tecnologie e la continua ricerca di opportunità di miglioramento hanno permesso una riduzione del 10% del consumo di energia dal 2012 con conseguente abbattimento di oltre 15% delle emissioni dell’anidride carbonica nell’ultimo quinquennio”.

La lettura dei dati di AbbVie riflette una strategia aziendale che non punta soltanto a un fattore di efficientamento, ma all’efficienza complessiva del sistema, come promosso negli approcci più competitivi mediante un percorso che si innova negli anni. Tuttavia, la scarsa diffusione nelle imprese di tali approcci non ha ancora consentito di accedere a una visione analitica delle prestazioni, di valutarne i punti di forza e quantificarne le effettive potenzialità; proprio su questo punto fa leva l’interesse dell’accordo di collaborazione tra RSE e AbbVie, due attori fra loro complementari.

“L’obiettivo specifico del nostro progetto sull’industria è valutare la realizzabilità e le potenzialità di interventi di efficientamento per ridurre i consumi nei settori energivori e per stimare, in modo analitico, il potenziale impatto e l’efficacia delle misure di governance rispetto agli obiettivi complessivi dell’Italia – ha spiegato Marco Borgarello– E per questo il dialogo sul campo con realtà industriali virtuose e innovative come AbbVie ci permette di far luce sui dati statistici, che desumiamo dai questionari diffusi ad oltre 200 imprese di alcuni settori e dalle richieste di interventi a valere sulle misure di incentivazione”.

I dati in corso di elaborazione sul questionario RSE indicano che oltre il 50% delle imprese intervistate ha valutato risparmi fino al 5% di energia elettrica come conseguenza degli interventi effettuati, con impatti positivi anche su energia termica, acqua e rifiuti.

La gestione ottimale dell’energia necessita di una efficiente ed estesa rete di monitoraggio. Ha osservato in proposito Daniela Toia: “Possiamo contare su un sistema di analisi e verifica che consente capillarmente, attraverso più di 250 strumenti di misurazione energetica disseminati all’interno del sito e oltre 500 variabili di processo (temperatura, pressione, portate, ecc.) la redazione di monitoraggi costanti nel tempo e bilanci energetici circostanziati. Quanto al futuro stiamo valutando in collaborazione con centri di ricerca e università nuove applicazioni che prevedono l’utilizzo di fuell cell, intelligenza artificiale e geotermia per investimenti mirati e che rispondono ad un approccio della gestione dell’energia improntato all’efficienza di sistema”.

Gli impegni nazionali del PNIEC per rispettare il prossimo traguardo fissato al 2030 prevedono misure di efficienza energetica aggiuntive, in grado di determinare, rispetto ad uno scenario tendenziale di sviluppo, una riduzione dei consumi pari a circa 9,3 milioni di tonnellate di petrolio equivalente l’anno, di cui 1 Mtep in capo al settore industriale.

Il Ministero dello sviluppo economico presenta un insieme di misure di supporto all’innovazione del settore industriale, note come Impresa 4.0, che comprende esplicitamente l’aspetto del miglioramento dell’efficienza. In collaborazione con RSE mira a quantificare al meglio gli effetti sulle riduzioni di consumi derivanti dagli interventi attuati dalle imprese.

“Dal punto di vista dell’organizzazione delle aziende, che hanno attivamente promosso e adottato il piano Industria 4.0, ora Impresa 4.0 – ha sottolineato Massimo Beccarello – la prospettiva di una ripresa dalla crisi economica indotta dalla pandemia deve essere basata su investimenti mirati nel campo dell’innovazione rivolta all’efficienza energetica e alla sostenibilità”.

Essenziale comprendere il ruolo che possono giocare i nuovi strumenti messi a disposizione dal Governo attraverso il Piano Transizione 4.0, che indicano come prioritari per la ripresa gli investimenti volti all’efficienza energetica, per promuovere la competitività delle imprese nell’ottica di un sistema produttivo che rinsalda il legame tra innovazione dell’industria e sostenibilità.

“Diffondere questo approccio di efficienza di sistema – ha concluso Daniela Toia– diviene la premessa per far crescere una cultura in tema di efficienza energetica che conduca a scelte e investimenti mirati e coerenti e a un monitoraggio e gestione dell’utilizzo dell’energia in termini ottimali”.

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