Vaccini COVID-19: per analisti prematuro ipotizzare una riduzione della domanda nel 2022

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Con la pandemia che potrebbe passare a una fase endemica a con la decisione di J&J di annullare le stime di vendita del suo vaccino contro il COVID-19, Wall Street prevede che le vendite di questi prodotti potrebbero diminuire notevolmente nel corso del 2022. Altri analisti invece – tra cui quelli di Cantor Fitzgerald – pensano che l’ipotesi sia prematura.

La fiducia nella permanenza nel mercato dei vaccini per il COVID-19 è stata ulteriormente rafforzata dalla riunione del comitato consultivo dei CDC USA, che alcuni giorni fa ha evidenziato la possibilità di una nuova diffusione del virus in autunno e in inverno, insieme a una maggiore necessità di dosi di richiamo.

Inoltre, secondo gli analisti, il vaccino leader del mercato, Pfizer/BioNtech, è quello meglio posizionato per adattarsi ai nuovi ceppi virali e alle future raccomandazioni che potrebbero derivarne.
Nell’incontro dei CDC, gli esperti americani hanno concordato sulla necessità di una valutazione continua dei vaccini per la tempistica di future dosi booster e hanno anche sottolineato che la prevenzione di malattie gravi dovrebbe essere l’obiettivo principale degli sforzi futuri, invece di prevenire infezione e trasmissione.

Il panel ha anche insistito sull’importanza di una comunicazione più semplice per far comprendere l’importanza dei vaccini con l’evoluzione del virus. Infine, gli esperti hanno ribadito la superiorità dei vaccini a mRNA rispetto a quelli a base di adenovirus, sia per il ciclo iniziale che come booster, con le dosi di richiamo che aumentano la protezione, senza ulteriori problemi di sicurezza.

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