UCB Pharma: essere green non basta più. La sostenibilità passa anche per le persone, l’economia, la comunità

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Presentare l’approccio innovativo di UCB Pharma alla sostenibilità in un settore chiave come il Life Science e descrivere l’impegno del comparto farmaceutico per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite (Sustainable Development Goals), attraverso la presentazione dei risultati dell’indagine condotta dalla Luiss Business School intitolata “L’Approccio sostenibile nel Life Science”. Questi i temi portanti dell’incontro organizzato oggi a Roma dall’Ambasciata del Regno del Belgio, e promosso da UCB Pharma, dal titolo: “UCB Pharma: l’impegno per la sostenibilità. L’approccio di valore nel Life Science: la nuova Ricerca Luiss Business School”, cui hanno preso parte rappresentanti istituzionali e privati

Per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite non è più sufficiente valorizzare solo il lato “verde” della sostenibilità, ma comprendere la dimensione sociale e la governance delle imprese. Essere solo green, quindi, non basta più. È necessario valorizzare l’impatto sociale dell’attività delle imprese, la loro governance, i criteri degli investimenti, il modello di crescita, il supporto di progetti capaci di creare valore economico e sociale. In questa direzione si muove UCB secondo cui, l’integrazione delle pratiche di sostenibilità nella strategia aziendale complessiva consente la creazione di un valore realmente sostenibile, non solo per l’azienda e i suoi collaboratori, ma anche per i pazienti, la società e per il pianeta.

UCB, puntando su un approccio data driven, ha incaricato la Luiss Business School di raccogliere alcuni progetti di sostenibilità rilevanti realizzati a livello internazionale e in Italia nel settore, in modo da misurarne l’impatto. Dall’analisi “è emerso un diffuso impegno nella riduzione di emissioni, consumo energetico e acqua, e in generale dell’impatto ambientale, in particolare per quelle aziende (il 50% di quelle intervistate) che gestiscono siti produttivi nel nostro Paese”, ha affermato Matteo Caroli, Associate Dean for Internationalization e Direttore BU Applied Research e Osservatori, Luiss Business School. “Le principali altre aree evidenziate dallo studio sono poi: ricerca e sviluppo, la collaborazione con altri attori per favorire l’accesso alle cure, la realizzazione di campagne di advocacy, l’impegno a garantire trasparenza e il supporto delle comunità locali attraverso attività di volontariato e donazioni di medicinali”. Inoltre, altro tema fondamentale emerso dalla ricerca, è stato quello “dell’attenzione al benessere delle persone che operano all’interno dell’azienda e non solo che è strettamente legato alla sostenibilità ambientale”, ha proseguito Caroli. In altre parole, dunque, “possiamo dire che il benessere delle persone è direttamente proporzionale al benessere del pianeta” ed è per questo “che si rende necessaria una trasformazione culturale proprio di tutti coloro che lavoro nelle aziende, a partire dal vertice”, ha concluso.

“UCB Pharma promuove con convinzione un’innovazione sostenibile e continua”, ha dichiarato Federico Chinni, Amministratore Delegato di UCB Pharma Italia. “Nel 2021 ha investito in Ricerca e Sviluppo circa il 28% del proprio fatturato, grazie ai suoi tre centri di ricerca all’avanguardia e a una strategia di acquisizioni mirate, volte a estendere le capacità innovative dell’azienda in aree terapeutiche in cui già opera oltre che, in prospettiva, nel campo della terapia genica. Questo costante investimento in ricerca e innovazione è orientato alla creazione di valore sostenibile secondo un approccio olistico che si declina su cinque ‘pilastri’: Pazienti, Persone, Economia, Comunità e Pianeta”.

Per quanto riguarda i Pazienti, ha proseguito Chinni, “l’azienda contribuisce alle sfide sanitarie attraverso soluzioni terapeutiche innovative che aiutano i pazienti a raggiungere i propri obiettivi di vita. Altrettanto fondamentale risulta poi che i pazienti abbiano accesso ai trattamenti, affinché i percorsi di cura siano efficaci e il sistema sanitario sostenibile. Accessibilità significa anche gestione ottimale del paziente e della sua patologia, per esempio attraverso gli strumenti messi a disposizione dall’e-health”. Per quanto riguarda le Persone, “il capitale umano rappresenta un valore fondamentale per UCB e per questo l’azienda investe costantemente e dedica particolare attenzione alla formazione e allo sviluppo dei propri collaboratori, promuovendo un ambiente di lavoro stimolante e in grado di garantire loro benessere fisico, mentale e sociale”, ha aggiunto l’Ad di UCB. A proposito di Economia, poi, “l’impegno quotidiano di UCB le consente di continuare a crescere, garantendo la propria sostenibilità economica e generando benefici anche per i propri partner e per la società, rappresentando un motore di sviluppo per il sistema Paese e per tutte le imprese con cui si trova a collaborare”. Per quanto concerne le Comunità in cui opera, UCB promuove un approccio multidisciplinare che coinvolga tutti gli attori dell’ecosistema salute (clinici specialisti, associazioni di persone con malattia e di cittadini, decisori e Istituzioni) e sia orientato alla comune missione di creare valore per le persone affette da patologie croniche. Infine, il quinto pilastro su cui si fonda la sostenibilità per UCB Pharma è proprio il Pianeta, attraverso la garanzia della sostenibilità ambientale lungo tutto il processo produttivo e distributivo, fino ad arrivare alla gestione degli uffici e degli acquisti.

In una visione globale, ha concluso Chinni, affinché questi cinque pilastri diventino parte integrante di un progetto di insieme “c’è bisogno di un dialogo costruttivo tra tutti gli stakeholders” e in questo l’industria farmaceutica può aiutare molto proprio grazie alla “sua naturale propensione verso una visione di lungo periodo”.

Dello stesso avviso è Marcello Cattani, Presidente e AD di Sanofi Italia e parte del Gruppo di Lavoro e Sostenibilità di Farmindustria, secondo cui una visione strategico-politica e la possibilità di programmazione sul lungo periodo sono alla base della sostenibilità. “Salute e sostenibilità hanno una dimensione globale”, ha affermato. “Le aziende lavorano sempre al confine tra le eccellenze e gli standard e l’Italia, in ambito manifatturiero, si può dire che eccella nel comparto del farmaceutico. Negli ultimi 10 anni si è registrata nel settore una riduzione del 50% del consumo di acqua” e un incremento del riciclo con “performance energetiche di primo livello”. Le difficoltà non mancano e riguardano una generale lentezza burocratica e una governance ancora troppo “vecchia”. L’obiettivo di Farmindustria, però, ha concluso Cattani, “è quello di aiutare tutti gli associati nell’andare verso una dimensione etica attenta all’ambiente e al contesto sociale in cui opera”.

In questo contesto, secondo Annalisa Scopinaro, Presidente UNIAMO, il terzo settore riveste un ruolo fondamentale. Questo “è uno dei pilastri su cui si basa la nostra società”, ha dichiarato, ed è “una realtà in cui le associazioni di pazienti svolgono il loro lavoro di indirizzo”. Serve quindi collaborazione tra “lo Stato, il terzo settore e il provato e serve trovare gli interlocutori giusti”, cosa non sempre facile, ha proseguito. Per questo, ha concluso “il paziente deve potersi sedere al tavolo dove si fa la programmazione”.

Tanto da fare quindi e, come ricordato da Tonino Aceti, Presidente Salutequità, gli anni di pandemia hanno lasciato uno strascico sul Servizio sanitario nazionale molto importante quantificabile, per fare dare qualche numero, per esempio, in “144 milioni di prestazioni ambulatoriali mancate solo nel 2020 rispetto al 2019”. E ancora, secondo dati Istat, “nel 2021 si è registrata una rinuncia alle cure pari all’11%”. Per Aceti occorre “lavorare sulla sostenibilità del diritto alla salute e del Servizio sanitario nazionale e continuare a tenere alta l’attenzione sulla sostenibilità economica della sanità pubblica”. Inoltre serve un “giusto bilanciamento” tra quella che è “la programmazione volta ad attuare quanto previsto dal PNRR e la programmazione ordinaria della sanità” perché il rischio è che si perda di vista la visione di lungo periodo. Infine, ha concluso Aceti, non devono mancare mai “il controllo e la verifica dei Livelli Essenziali di Assistenza”.

E se per il Senatore Francesco Zaffini, Segretario Commissione Igiene e Sanità del Senato, il “momento è maturo per l’istituzione di una autorità indipendente (in sanità ndr.) che si frapponga tra lo Stato e il cittadino”, per il Senatore Gianni Pietro Girotto, Presidente Commissione Industria del Senato “salute e sviluppo economico sono un binomio imprescindibile”. Secondo il Senatore è necessario andare verso una una “finanza etica che è alla base della sostenibilità”, svincolandosi da quella che è la “finanza speculativa”. Per Girotto, se un’azienda vuole essere sostenibile “deve acquistare energia da fonti rinnovabili, deve emettere obbligazioni verdi e avere un occhio di riguardo verso i Paesi in via di sviluppo”.

A chiudere l’evento Pierre-Emmanuel De Bauw, Ambasciatore del Belgio in Italia: “È stato per noi un onore ospitare l’evento organizzato da UCB, importante realtà belga dello scenario economico italiano. L’occasione ci ha reso possibile sottolineare l’impegno del Belgio e dell’Italia per lo sviluppo sostenibile e l’importanza strategica per l’Italia di attrarre aziende e capitali esteri capaci di generare un ritorno sul territorio non solo in termini economici, ma anche di sistema”.

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