Teva: 2022 in flessione, il rilancio punta su Austedo e Ajovy

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Nel Q4 2022 le vendite globali di Teva sono diminuite del 5% rispetto all’anno precedente, attestandosi a 3,88 miliardi di dollari.

In particolare, in Nord America, le vendite di Copaxone, farmaco contro la sclerosi multipla, sono scese del 22%, incassando 101 milioni di dollari, mentre i farmaci oncologici Bendenka e Treanda hanno conosciuto una flessione del 20%, raggiungendo complessivamente i 75 milioni di dollari.

Anche in Europa le vendite di Copaxone sono calate bruscamente (35%), e anche il settore dei farmaci per le patologie dell’apparato respiratorio ha fatto registrare un -19%.

Il quadro complessivo non è risultato migliore per l’intero anno: Teva ha infatti incassato 14,93 miliardi di dollari nel 2022 ,con un calo del 6% rispetto ai 15,88 miliardi di dollari del 2021.

La fluttuazione dei tassi di cambio non ha certo aiutato l’azienda in difficoltà. La pharma israeliana ha stimato che questa situazione finanziaria abbia impattato sui ricavi annuali per ben 780 milioni di dollari; anche l’utile operativo ha subito un impatto negativo da 247 milioni di dollari.

Per il rilancio nel 2023 Teva punterà su Austedo e Ajovy.

I ricavi nordamericani di Austedo, approvato per la discinesia tardiva e la Corea di Huntington, sono infatti cresciuti del 22%, raggiungendo i 963 milioni di dollari.

Per quanto riguarda Ajovy, farmaco per la prevenzione dell’emicrania, le vendite – sempre nel Nord America – sono aumentate del 24%, arrivando a 218 milioni di dollari.

Nel frattempo Teva sta lavorando a una revisione strategica.

Il CEO Richard Francis ha “già avviato un processo di cambiamento” con il suo leadership team. Dopo aver analizzato alcune “questioni strategiche fondamentali”, Francis ha affermato che le operazioni dell’azienda “si evolveranno nel tempo” con uno “scopo chiaro e una strategia basata su obiettivi realistici”.

Per il 2023 Teva prevede un fatturato compreso tra 14,8 e 15,4 miliardi di dollari.

La pharma israeliana, inoltre, è una delle molte aziende che cercano di conquistare una fetta del mercato dei biosimilari di Humira negli USA. Il suo biosimilare, messo a punto in collaborazione con Alvotech, è attualmente in fase di revisione da parte della FDA.

Nella sua pipeline di biosimilari Teva ha anche un biosimilare di Stelara, attualmente in fase di revisione da parte della FDA, e un biosimilare di Eylea in fase 3 di sviluppo.

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