Takeda: collaborazione con Nazioni Unite per educare sulla carenza di plasma

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Partnership tra Takeda e l’Institute for Training and Research delle Nazioni Unite (UNITAR) per creare una piattaforma  in cui le parti interessate di tutti i settori possano riunirsi per studiare soluzioni tese a risolvere le carenze di plasma e di terapie plasmaderivate.

Il progetto, che non ha ancora un nome, è stato lanciato alla fine di settembre con due Paesi pilota, Argentina e Malesia. Queste nazioni sono state selezionate dall’UNITAR sulla base di un elenco che le due organizzazioni avevano creato in base al criterio del bisogno insoddisfatto. Ogni Paese istituirà una piattaforma per il settore pubblico, il mondo accademico, la comunità medica, la difesa dei pazienti e l’industria, in modo che possano collaborare per trovare un sistema più sostenibile per l’approvvigionamento di plasma sia a livello locale che a distanza.

Parte del problema dell’approvvigionamento del plasma è rappresentato da idee infondate sulla sicurezza; proprio per questo motivo il progetto ha come obiettivo l’aggiornamento scientifico di figure chiave come i responsabili politici.

“Molte politiche e regolamenti sono obsoleti. Sono costruiti sulla base di una scienza vecchia di decenni e di preoccupazioni che non sono più legittime, come mostrano i dati di cui disponiamo oggi sulla qualità e la sicurezza delle terapie a base di plasma”, osserva Giles Platford, presidente della Unit di Takeda per le terapie a base di plasma.

“Quindi, una parte di questo lavoro consiste nell’educare i responsabili politici e nell’aggiornare le politiche e le normative in modo che sempre più Paesi possano aprirsi a modelli diversi per la raccolta del plasma e di conseguenza ridurre la dipendenza globale da quello di origine statunitense”, continua Platford.

L’UNITAR, che ha scelto Takeda per collaborare al progetto, ha la regia dell’iniziativa mentre la pharma giapponese offre consulenza, contatti e sostegno finanziario.

Takeda ribadisce che non si tratta di una partnership esclusiva e spera che altri operatori del settore collaborino e contribuiscano al progetto. Presto sarà disponibile un sito web che Platford ha definito un “database di conoscenze” attraverso il quale tutti potranno condividere i dati di ricerca e le informazioni più recenti sulla fornitura di plasma.

 

 

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